Risate registrate tra gli inganni e le maree,
un filo leggerissimo tra me e la fantasia,
io che bagno di maestrale le giornate,
io che vedo pioggia dove il sole le nuvole le ha già bruciate.
Schizzi e leggerezza nel vociare chiaro e isterico,
bambini un po’ sgraziati iniziano un concerto.
e come un treno lento chiudo gli occhi ai sogni
che di giorno stanno nel vento fermo e solido dell’inutilità.
Onde tiepide di malinconia,
onde rigate di dolce incredulità,
pioggia chiara e densa, viola e torbida.
si cancella, accendo la realtà.
