Il tuo è un “se” impercettibile.
Negli occhi tuoi, vivi,
posso leggerti,
le pagine sono lucide.
Mi travolgi,
gesticoli,
ti liberi del passato.
Il tuo “se fosse” è lieve,
mischiato all’umido
di questa casa, vuota,
e noi dispersi
nel cosmo dei sensi,
quelli perduti.
“Se fosse domenica”
mi ameresti.
È una tempesta di ipotesi,
racchiuse in una,
sussurrata,
da labbra appena schiuse.
Se fosse domenica,
in un giorno che non lo è,
verresti da me.
Negli occhi tuoi, chiusi,
posso leggerti,
senza capirti.

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