Scivola via dalle mani,
il perdersi.
Innocuo e silente,
pretende sacrifici,
debolezze umane.
Si circonda
di tentazioni sgraziate,
di nobili passi.

Poi calpestii,
freddi pensieri di morte,
e di vita,
visi coperti di parole,
sillabe mute della notte.
Occhi massacrati,
dal desiderio altrui,
si dannano,
non hanno lacrime da offrire.

Corri, amore mio,
è lunga la durata di un attimo.
Ti vedo:
nevica già.
Sei selvaggia natura,
brucia in te l’umana paura
se ti fermi e mi guardi.

È ormai passata l’onda,
sdraiati sulla riva,
il mare è ancora caldo.
Avanza poi,
verso di me,
leggera come la spuma.

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