Macino chilometri di solitudine
rintraccio un po’ di me per caso
e tra distese boscose
poso al fresco antiche paure
Calda stagione
ogni angolo è tentazione
fugace
leggera
pensarti è nostalgia
in bocca un sapore amaro
quando fuggi via
Sentirmi
in un angolo di stanza
dove ammasso vane certezze
e i ricordi inventati
muoiono
al macero
dei rimpianti
Speranza
illusione dei giorni
consolatrice d’affanni
vola lontano stanotte
annunciami all’orizzonte
Con strano benessere
brucia nella pelle bruciata
un apparente non senso
che invade il corpo vuoto
occupa angoli
riempie tempo
diversamente traspare
l’idea
Vai
nuova luce
aspetto
dispensa doni
riempi
giovani tasche
sfila
increspate solitudini
Non cessare
percorri l’infinito
gli abissi temporali
all’eternità
non cedere un millimetro
irrora di rosso
un corpo
ancora leggero
