SUON D’UN VIOLINO

Custodito e ben curato
è li deposto …
come un gioiello
da tutti sognato.
Uscito da quel custodire,
è felice e suona beato
tra le mani del caro
violinista.
La musica ha un suo fascino,
una melodia asceta ed attraente
pare t’accompagni
nell’ondeggiare dei tuoi sogni!!!
I sogni sono bel cullati
dal tremolio d’una bacchetta,
un lieve sospirare ti travolge
sulla scia eremita
di lussuose note sonore.
E’ danza fremente per i sensi .
Il suono si spegne all’istante,
ogni sogno che ancheggia
ancora … si dissolve
in questo melodico
Suon d’un Violino!

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Maria Capozzi
Maria Capozzi

Maria Capozzi è una giovane poetessa (s’intende giovane per età, pur avendo ella all’attivo alcuni anni di scrittura poetica) che è arrivata allo snodo fondamentale cui arrivano, dopo qualche anno di pratica, tutti quelli che scrivono versi. E, quindi, giustamente, s’interroga sulle modalità e sulle caratteristiche della propria scrittura. Ad una lettura, sia pure generica, delle sue prove ne emerge una personalità poetica che dà il meglio di sé nei testi brevi e compatti per tema e per struttura metrica, nei quali si prediligono misure tradizionali, nello schema del verso libero con una certa musicalità “d’epoca”, che ricorda i modelli della poesia simbolista e decadente con certe figurazioni di origine dannunziana, calate in una sensibilità fresca e in un ritmo scorrevole, che appaga l’orecchio ma conserva una sua diretta comunicabilità, ancora non viziata dall’eccesso di scuola. Ci sono testi esemplari in questo senso, come “Ciliegio” e “Il suono di un violino”, che è un omaggio sincero a Cremona. In altri casi, il verso è più diseguale e il risultato dell’insieme si avvicina di più ad una prosa poetica. Si rilevano temi che andrebbero approfonditi come il rapporto con la natura, sentito in tutta la sua forza, quello con gli affetti familiari e una dimensione religiosa, che è rara da individuare in poeti della sua età. Ma per elaborare questi spunti ci sarà certamente tempo; per ora leggiamo con attenzione questi versi che ci propone, perché essi rappresentano, in certo qual modo, il suo esordio pubblico sul panorama della poesia locale; con tanti auguri per lei.
(testo critico di Vincenzo Montuori)

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