Oggi ho ritirato le mie analisi del sangue. Ho il colesterolo alto. Non so nemmeno cos’è, il colesterolo. Chiedo ad Ada, la mia anziana vicina esperta di mali e malanni vari. Mi dice che è come se avessi un salame nel sangue e che non devo più mangiarlo, il salame. Penso che tutto sommato mi è andata bene: e io che credevo chissà che cosa!
Basta non mangiare il salame e questo colesterolo sparisce. Solo, mi da un po’ fastidio avere un salame che gira nel mio corpo: vabbè, passerà…Tutto sommato mi restano ancora da mangiare tante cose buone… Nel pomeriggio passa da me mia madre. Anche a lei accenno al colesterolo alto, e subito mi dice che suo nonno, il mio defunto bisnonno, morì proprio a causa del colesterolo. Toccandomi sapientemente le goduria cerco di farmi vedere tranquillo, dicendole che non avrei più mangiato il salame. Mi interrompe subito, dicendomi che non basta privarsi del salame, bisogna integrare la dieta con delle noci, mangiate a digiuno alle 11 del mattino. Nulla da eccepire. Facile. Penso di poter tranquillamente affrontare la situazione…
Il giorno successivo incontro per strada la signora Lia, che essendo una pettegola che non vi dico sicuramente sa qualcosa riguardo al colesterolo e a qualcuno che ce l’ha. Mi gela. Mi dice che statisticamente ne muoiono all’anno di più per il colesterolo che di incidenti stradali. Non contenta, mi allunga la lista delle cose proibite: cotechino, gorgonzola, ciccioli, castrato, stracotto, stracotto d’asina e fritto misto. Alla fine, per tirarmi su, mi enuncia le sapienti proprietà delle zucchine crude, dell’aloe vera (ne esiste una falsa? Cribbio, taroccano pure quelle…) e delle bide cotte. La cosa comincia a farsi pesante: questo colesterolo dev’essere proprio una brutta bestia… La sera ricevo la telefonata concitata della sora Germana, che ha saputo del mio grave male e vuole darmi qualche consiglio. Benissimo, penso, una voce in più è sempre meglio sentirla. Singhiozzando, mi svela che di colesterolo non si guarisce mai e che è il nostro stesso corpo che lo produce. Tra un singulto e l’altro, riesce anche ad enunziarmi gli strabilianti poteri del pollame lesso con olio di soia, dei cetrioli rigorosamente crudi, del pane integrale e del tè deteinato senza zucchero (acqua calda?) che vanno mangiati ad ogni ora senza mai fermarsi. Mi vieta, peggio di un dietologo, strutto, lardo, marmellate, zucchero, sughi, maionese, burro, margarina, grissini, fette biscottate, dolci in genere, formaggi. Mi concede di tanto in tanto una fettina di bresaola…
La Bice mi viene a trovare dopo una settimana. Mi dice che ha saputo la disgrazia dalla Lia (e ti pareva…). Tenta di starmi vicino, mostrandomi la via per vivere qualche giorno in più. Togliere immediatamente dalla dieta crackers, biscotti, cioccolato, miele, budini, caramelle, cervello, frattaglie (vomito, ma continuo diligentemente ad annotare) pesci grassi (chi? Nemo dopo la notorietà?) frutta secca ed olive. Ma, mi dice ridendo, c’è anche qualcosa che PUOI mangiare! E, trionfante, mi sviolina le apocalittiche propriet? nutritive delle carote, delle spigole, del brodo sgrassato e del tonno al naturale, concedendomi di tanto in tanto la ricotta…
Sono due settimane che seguo la dieta delle siure…Sto male. Ormai so che non guarirò più. Credo di aver sviluppato una qualche forma di allergia per le bide cotte. Non ne posso più. L’altra sera ho picchiato un signore colpevole di fare “Steroli” di cognome. Mi dispiace. Gli ho chiesto scusa, gli ho detto che non sapevo quello che mi aveva preso… Cosa darei per una fetta di salame, di quello nostrano…o per un boccone di cotechino che si appiccica ai denti. Un giorno, forse, verrà scoperto il mio cadavere accanto al frigorifero. Verrà trovato il mio corpo ormai esanime nell’atto di addentare avidamente della cicciolata, con sul viso dipinta un’espressione di rassegnata soddisfazione…
4 commenti
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mi ricorda un racconto di Buzzati, dal titolo ¨Sette piani¨. Con la differenza che qui l’angoscia arriva ridendo
vedo che anche il Dino, come il buon vino, col passar del tempo migliora, bellino.
Un gradito ritorno, quello di Bilbo, a commentare le pagine del nostro giornale. Quanto tempo che non si udiva la tua voce, spesso critica, salace, ma divertente. Come mai, se posso chiedere, un’assenza sì tanto prolungata?
Ecco, l’hai spaventato, se n’è andato di nuovo…