Diario di una trentenne

Io non voglio essere una donna senza figli e senza veri ricordi.
Le cose passano, la giovinezza vola via e la musica riempie la stanza vuota e il cuore di noi tutti. Vivo alla ricerca di un senso: mi definiscono inquieta, ma questo è quello che sono. Mi aggiro fra quadri e poesie, fra punti interrogativi e risposte improvvisate e non riesco proprio a rassegnarmi all’infelicità.
E’ possibile che questa forza creativa non produca vita e parole, ma solo dolore e silenzi? Difficile spiegare a chi non conosce il mistero degli strappi, dei segreti, della speranza sottile di esserci ancora e comunque.
Come posso trasformare tutto questo in talento? Come posso trasformare la mia inquietudine, la mia carica vitale, la passione che anima tutto quello che faccio, in qualcosa di vero per questo mondo? Per le mille persone che corrono, corrono dalla mattina alla sera, si arrovellano nelle loro domande ed hanno troppa stanchezza e paura per rispondersi. E la vita fugge via, rapida e sbagliata, rapida e non capita e alla fine tutti ci ritroviamo con le nostre domande senza risposta, a guardarci da molto lontano, ricordando qualcosa che abbiamo solo sognato, ma che non siamo riusciti a vivere e ci chiediamo: perché? Era così difficile crederci un po’ di più? Quanti treni sono passati che non ho preso?
La giovinezza si sta concludendo e le scelte importanti sono state fatte e le stiamo facendo. Ma perché ho sempre la sensazione di essere in gabbia e di scegliere con la testa e mai con il cuore? Perché mi sento così combattuta?
Cosa farei oggi a trent’ anni se dovessi scegliere con il cuore?
Prenderei un treno senza salutare nessuno, in una notte di primavera, chiuderei a chiave la casa e con poche cose in borsa, alzerei gli occhi al cielo, annuserei profondamente l’aria, per un’ultima volta e andrei via…
Alla ricerca di una vera casa, di una vera città, di un vero luogo dove essere me stessa.
Forse proverei a tornare a Roma, la mia città, ma senza impegno, per vedere come va, senza mai scegliere un luogo per sempre, ma cercando continuamente odori e ricordi e parole nuove e persone nuove, vive e palpitanti.
Quello che mi terrorizza è arrivare e restare per sempre, essere sempre la stessa negli anni e non avere più alcuna possibilità di mutamento e al tempo stesso quello che mi spaventa è non fermarmi mai.
Sono in continua lotta fra questa disperata paura di rimanere per sempre una ragazzina e, in fondo, il desiderio profondo di provare a rimanerci.
Vorrei tanto che queste parole avessero un senso non solo per me, ma anche per gli altri, vorrei che il mondo lì fuori mi applaudisse, si l’ho detto, vorrei uscire alla fine di un dramma recitato in teatro, di un bel film girato, di un libro scritto e letto in silenzio nelle notti d’estate, uscire e sentire lo scroscio degli applausi, il bagno della folla, come i cantanti ai concerti, o come certi momenti, quando ero giovane e scrivevo e qualcuno mi ascoltava estasiato ed io avevo il potere delle parole, delle lacrime e dei silenzi e delle grida… e in quell’istante mi sentivo eterna, per un solo stupido attimo.
Come certe sere quando fai l’amore bene e ti senti viva e potente e senti in contatto tutto: mente, corpo, passato e presente, ricordi, dolori e gioie e il futuro non conta nulla, il futuro sei tu, il tuo corpo vivo e urlante, con i tuoi sensi svegli e con i tuoi gesti umidi, dolci e aggressivi …E ti sembra impossibile solo immaginare che un giorno morirai, e ti sembra impossibile solo immaginare che il mondo si dimenticherà di te e che tu ti dimenticherai di te stesso.

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Luisa Trimarchi
Luisa Trimarchi

Mi chiamo Luisa ecc, laureata in lettere a Roma, venuta a Cremona per errore (ho vinto un concorso in dogana - dai in coro...."Ma perchè c'è la dogana a Cremona? Ma dai chi lo avrebbe mai detto) otto anni fa...e sono otto anni che tutti mi fanno questa domanda...In realtà ho sempre voluto fare l'insegnante e la scrittrice...l'ordine delle cose non era esattamente questo, però... In ogni caso fra mille lotte, mi sono laureata, specializzata, masterizzata, messa in part-time e ora l'insegnante un pò la faccio, qua e là, correndo da un posto all'altro, altra cosa fantastica insegno italiano agli extra comunitari, hanno imparato a pronunciare il mio "va bbene!!!" con quattro b, meglio di tanti cremonesi!! Scherzo ovviamente! Comunque ora sono in graduatoria e quest'anno ho addirittura chiesto l'aspettativa in Dogana, sperando che mi chiamino per le supplenze nelle scuole statali, per questo non dormo....Scherzi a parte, sono una divoratrice di libri, da sempre, per sempre...scrivo raccontini, poesiole, da sempre, da che ho memoria, ma mai veramente, mai credendoci, mai sul serio...ho troppo rispetto per la letteratura e per il talento per crederci, ma forse la verità è che quello che mi riesce davvero bene è ascoltare, bere, assorbire, respirare le storie delle persone, ascoltarle, lenire il loro dolore, raccogliere, asciugare lacrime e piangere tanto, sempre e comunque...la vita per me si riduce a questo: ironia, tanta malinconia e poesie nella notte, quando fa freddo o troppo caldo per restare in casa....Credo che la mia vera essenza sia la gente e la commozione che mi provoca, e la rabbia e il dolore e le risate a crepapelle e la delusione infinita... Mi sa che è ora che vado a dormire, sto degenerando...un saluto a tutti, anche quelli che non conosco...

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