Let’s go fishing for a dream
Let’s find some place new
Somewhere we can be ourselves
Some of the time
(Turin Brakes)
Nel centro di Parigi c’è un negozio che apre a mezzanotte in punto. Lo apre un signore basso, con la barba bianca e un cappellino in testa. Nel suo negozio non c’è niente che si possa acquistare. Ma c’è una grande sala, con un divano e delle brandine con il materasso che occupano tutto lo spazio. Ma chi va in questo negozio? Quelli che nono riesono a dormire. Si presentano al signore e gli dicono cosa fanno nella vita. Poi lui ci pensa su un po’ e regala un sogno. Allora i clienti vanno a sdraiarsi sul divano o su un materasso e la notte può avere finalmente inizio.
Metropolitana. Gare de Lione. Come ormai ogni mattina mi trovo ad aspettare il treno per Citè Universitaire, con cambio a Gare d’Austerlitz, Place d’Italie e Rochereau. Quarantaminuti per cercare di riprendere un aspetto umano dopo un’altra notte insonne. All’ultimo cambio riesco finalmente a sedermi e a sentire chiaramente la signora accanto a me mormorare del negozio e dei suoi presunti servizi. Ne avevo già sentito parlare da un’amica, circa un anno prima in occasione di una festa di compleanno, di quelle con il drink in mano e la gonne a quadri.
Quando la chiamai non fu affatto sorpresa e mi diede subito l’indirizzo.
Alle 23.40 ero davanti all’insegna nera e gialla. Spenta.
Ancora spenta.
Ancora spenta.
Mi ero promessa che nell’attesa non avrei fumato e avrei lasciato in pace unghie e pellicine.
Cominciai a camminare nervosamente e poi l’accesi. Si, la accesi, forse sperando che l’insegna si illuminasse appena inalato il primo tiro, più che per fumarla davvero. Alle 23.50 avevo intaccato la mano sinistra e, una volta finito anche con i lavori di fino, mi accesi un’altra sigaretta.
A mezzanotte il neon si accese, la vetrina s’illuminò di giallo opaco e un uomo venne ad aprirmi la porta.
Era già nel locale quindi….
Mi stava osservando dall’interno? Magari mi stava aspettando.. ma no, si tratterà senz’altro di un rituale consolidato, per dare un tocco di mistero a questo posto. Chissà quanta gente crede disperata crede a queste sciocchezze!
E’ un uomo di poche parole ma dall’aspetto gentile e pacato.
– Si accomodi signorina, se vuole darmi il cappotto..lo ritroverà all’uscita.
Mi dica: quant’è che non dorme? Se lo ricorda?
– Me lo ricordo bene! Dal 10 marzo 2003.
– Che annata! Quell’anno, lo sa, ci furono 612 insonni alla mia porta, tutti lo stesso giorno..hanno aspettato fino all’orario di apertura, come si conviene; li ho fatti accomodare uno ad uno finché non ho trovato anche per l’ultimo..un sogno.
Vede signorina, funziona così: lei mi dice cosa fa nella vita ed io le trovo un bel sogno. Di cosa si occupa?
– Mi sto laureando. In tecnologie alimentari, sto lavorando alla tesi, ma sa..
– Non si preoccupi, prego..si stenda su di uno di quei lettini, può scegliere, è la prima!
Mi tolsi le scarpe da ginnastica sentendomi un po’ a disagio scelsi un lettino vicino alla parete.
Aspettai che accadesse qualcosa, chi lo sa..di addormentarmi magari..o forse l’uomo non aveva ancora finito e doveva tornare a farmi ancora qualche domanda, certo. E’ per questo che non mi era possibile dormire, l’uomo doveva senz’altro terminare il suo lavoro.
Sferzai l’offensiva alla mano destra. Che credevi eh?! Che ti avrei lasciata così! No cara, ora tocca a te!
Con i canini spezzai l’unghia facendo attenzione nel calcolare la lunghezza desiderata, si tratta di essere precisi al millimetro. Poi, ogni spigolo di ogni unghia va smussato e arrotondato con pazienza. Qui lavorano meglio gli incisivi. Per fare un bel lavoro occorrono almeno 40 minuti.
Non ero sola nella stanza, c’erano altre persone accanto a me. Anche se non le avevo sentite entrare potevo distinguere chiaramente il loro respiro ed il ritmo regolare dei loro sogni.
L’uomo non si era più fatto vivo, si era dimenticato di me con tutta questa gente?
Sono arrivati tutti più tardi, io ero la prima! E si sono addormentati subito. Forse c’è qualcosa che non va. Con me questo trucco non funziona. Niente da fare.
Che cavolo di serata! Chissà che ore sono! A che ora arriverò a casa? E poi mia madre chi la sente! Dovrò inventare una scusa che tenga..forse dovrei andarmene adesso prima di peggiorare la situazione. Tanto non sta funzionando. Ci sarà una sceneggiata a casa. La mia famiglia non è normale. Anche il gatto è strano; ma a me tuttosommato piacciono così.
Mia madre è appena entrata e le sue parole mi hanno invasa come una diga aperta. Io ero il sassolino lanciato in acqua da un pescatore di Sogni. Le sue prede oggi non hanno abboccato all’amo e ora è fermo con l’acqua che gli gela i polpacci.
Ci vogliono esche migliori. Esche sempre migliori.
L’inondazione è stata contenuta dagli argini, ma domani ricominciamo. Una tempesta non può placarsi in una vasca da bagno!
Il pescatore cerca nel cestino un vecchio trucco. Anche la ragazzina dai riccioli biondi lo sta cercando. Chi non è adulto e non è più bambino cerca sempre un trucco!
Lei riceverà un regalo. A mia sorella comprerò un bel trespolo di legno dorato, per poter meglio guardare alla finestra i suoi distratti quindici anni.
Ed io?
Continuerò a rotolare grattugiandomi le ginocchia.
Ma ecco! Una vibrazione del cuore, la lenza che tira…Un giorno un cercatore d’oro scambierà il sassolino per una pepita; la ragazzina bionda spiccherà il volo e la tempesta sfonderà la diga, scorrendo, chiara, nel fiume.
Il pescatore di Sogni ora è soddisfatto, ne ha abboccato uno grosso…
– Speriamo che non finisca nella pancia del gatto! – Mi dice l’uomo dalla barba bianca. Per oggi sono cinquantaeuro.
