La banca del tempo

Con l’ultima mezz’ora che gli rimaneva si recò alla Banca del Tempo per chiedere un mutuo. Il tempo stringeva, ma gli toccò sprecare 10 minuti in attesa del direttore, che lo trovò in stato confusionale con gli occhi fissi sull’orologio da polso.
“Direttore mi aiuti” disse apprensivo “l’ho finito tutto e non so come fare, la prego me ne conceda ancora un po’, ho tante cose da sistemare, tante cose da finire. Glielo renderò, appena possibile, la prego, la prego, la prego!”.
“..ma com’è possibile Signor Presente, le abbiamo già concesso tutto il tempo possibile, com’è riuscito  a consumarlo tutto, così velocemente?” lo incalzò severamente il direttore.

“Non so che dirle,  signor direttore. Non riesco a contenere le uscite. Gli istanti si volatilizzano che è un piacere. Le ore mi volano, i giorni galoppano; non mi basta, non mi basta mai. Devo pagare il mio fornitore, il Signor Futuro che mi pressa di continuo; mentre il mio principale cliente il Signor Passato, non mi rende nulla, nemmeno una mattina, nemmeno un paio di mercoledì. Si tiene tutto e tace. E’ una situazione insostenibile, lei capisce. Mi trovo in mezzo  a due fuochi, ma le renderò ogni momento, stia sicuro, con tutti gli interessi”.
 
Il direttore ricadde pesantemente sulla sedia, passandosi le mani fra i capelli; concedere altro tempo al Presente era un rischio non da poco. La Direzione Generale gli aveva già intimato di fare attenzione; quel Presente non era affidabile: mille progetti, ma molta precarietà. Inoltre gli era già stata concessa un’ipoteca sul Futuro, che condizionava e non poco, molti anni a venire. Insomma questo Signor Presente sembrava non piacere più a nessuno: troppo nervoso, troppo instabile, senza più garanzie o assicurazioni. Nella mente del direttore si figurarono i volti dei superiori; giuria di un tribunale con il suo insindacabile giudizio.
 
“Vede Signor Presente” riprese il direttore tormentandosi gli occhiali sul naso “lavoriamo insieme da anni, la sua attività è conosciuta, diffusa ad ogni livello. Ma i tempi sono cambiati.Il tempo è denaro, e lo spread che le stiamo applicando è decisamente vantaggioso, non possiamo davvero far altro. Pensiamo che lei debba rivedere la sua politica. Perché concedere altro tempo alle persone? Lei è troppo buono Signor Presente. Applichi dei tagli e vedrà che tutto si sistemerà, tolga tutto il buon tempo che ha concesso, i tempi morti, il tempo concesso all’ozio e allo svago.  Acceleri, acceleri. Perché fermarsi a pensare? Le persone non hanno  più bisogno di fermarsi a pensare, lei le faccia divertire, le distragga.  Elimini il tempo perso delle persone inutili. Vedrà, in men che non si dica, la sua economia tornerà in pari, senza doversi esporre ancora di più. Lei lo sa bene, esporsi al giorno d’oggi significa diventare fragili”.
 
“Signor Direttore, ma è sicuro ?!” supplicò Presente osservando ansiosamente l’orologio. “Certo che lo sono, è un investimento sicuro. Tagli, tagli e recupererà tempo”
 
“Come vuole” acconsentì Presente mestamente, allontanandosi. Il Direttore venne ritrovato poche ore dopo, riverso sulla sua scrivania, con le mani fra i capelli. Infarto, scrisse il giornale il giorno seguente.
 
“Una grave perdita per tutti noi ” pigolò il Direttore Generale al termine della mesta cerimonia di saluto. “Un uomo così giovane, così brillante. Pensare che aveva tutto il Tempo dinnanzi a sé..”

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Anna Martinenghi
Anna Martinenghi

Anna Martinenghi, Classe 1972, 162 cm – 50 kg.
È una “scrittrice non famosa”, asimmetrica e differita.
Non essendo famosa scrive ciò che le pare e le piace (non sempre bene). È specialista di incipit – biglietti d’auguri e telegrammi di condoglianze. È onnivora di parole e ne rumina parecchie, almeno due pacchetti al giorno. Nel 2009 il destino ha scritto per lei la sua prima raccolta di poesie “DIDASCALIE” e l’ha fatto pubblicare a "edizioni Cinquemarzo" di Viareggio.
Può smettere quando vuole.

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3 commenti

  1. …Lo trovo geniale questo racconto di Anna Martinenghi! Un vero spaccato della società attuale. Ana Vera.

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