Terapia d’Irlanda

E’ un Paese Disgraziato, come chiunque ci viva, anche solo per un giorno.
Come me.
Forse era l’unico posto che potevo trovare alla fine della mia strada, ma non credevo che mi sarei mai deciso a percorrerla.
Ogni abitante è un profugo a domicilio, un capitano che affonda sulla propria nave. Gente che soffre da sola, per questo – ora – non voglio andarmene a casa.
Gente abituata all’idiozia dell’Autorità, alle promesse d’uguaglianza. Disillusa dalle bugie di una Terra Promessa.
In questa Terra scopri che l’amore è solo per i deboli. Te lo fanno credere sul serio… troppe teste matte, troppe!
Scopri che a volte la perdita di una morte è meglio del dono della vita. Una cosa che non puoi capire, a meno che non accetti come sei fatto.
Me ne andrò un giorno da qui, con l’ultimo treno. Senza sentire dolore, senza sentire te. Senza sentire che questa terra mi sfugge via da sotto i piedi. Da solo… te lo assicuro.
Ma sentirò che comunque verrò da te e che tu verrai da me. Sentirò la pioggia d’Irlanda.

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Andrea Burlini
Andrea Burlini

Nato nel 1977, conduce un’esistenza rispettabile fra Cremona (dove è nato) e Milano (dove lavora). Il Por-kettaro, l’alter ego di Andrea, è invece responsabile dei peggiori misfatti. I lavori sporchi, insomma. Bambini! Andate a letto! Mangiate la minestra! Fate come dice la mamma! Se no, arriva il Porkettaro.

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2 commenti

  1. E non ci sono nemmeno stato in Irlanda!! Svelo l’arcano: questo racconto (ideato per un corcorso indetto da un’organizzazione culturale irlandese, non l?RA), è tratto dalla canzone STOP IT YOU’RE KILLING ME dei THERAPY? …. Ammetto la mia insipienza.

  2. OMMAMMA!! Quando la smetterò di scrivere con una mano sola?! ’L?RA’ = ‘L’IRA’ … Ovviamente la persona alla quale è dedicato lo scritto lo sa.

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