E’ un martedì mattina quando sali su un autobus e dopo un attimo vedi una ragazza. La guardi e non la guardi. La guardi e poi non la guardi più. E poi la riguardi. Ti guarda anche lei. E non ti guarda nemmeno lei. E ti riguarda anche lei. I vostri sguardi si toccano sempre per pochissimo. Che la guardi o non la guardi è uguale. E che lei ti guardi o non ti guardi è identico. In un modo o nell’altro, già la ami. C’è poco da dire, la ami. La ami già moltissimo. E lei ti ama quanto la ami tu. Non hai alcun dubbio. Che vi guardiate o non vi guardiate ormai non conta più nulla. L’amore è partito. Neanche impegnandovi potreste fermarlo adesso. Neanche snaturandovi. Lei pensa le cose che pensi anche tu. Non c’è alcun pericolo di fraintendere. Vi amate.
Se non ti avvicini a lei, e lei non si avvicina a te, non è per vigliaccheria. E non c’entrano altre donne nè altri uomini. Semplicemente, già vi amate. E non serve altro. Non avete bisogno di parlarvi, di conoscervi, di corteggiarvi, di scoprire somiglianze e di ignorare differenze. Voi saltate tutta questa parte. Non vi occorre neppure guardarvi per essere certi che siete d’accordo anche su questo. E’ ovvio. Sorpassate tutti per profondità e determinazione. Non vi serve niente. Non vi servite neppure voi stessi. Passate oltre tutto ciò che è oltrepassabile. E siete dentro un sentimento che ingoia tutto come un buco nero.
Ci sono altre ragazze sull’autobus. Alcune sono carine. Le guardi appena appena. Non di più, perché non vuoi che lei se ne accorga. E’ una piccola premura inutile, perché lei non ha bisogno nemmeno di questo. Lei sa benissimo che anche se guardi le altre tu pensi unicamente a lei. Che anche se pensi alle altre tu pensi unicamente a lei. Si irriterebbe con se stessa anche solo a temere qualcosa da questi sguardi. E da questi pensieri. Allora la guardi ancora un po’, di striscio. E sorridi. E anche lei sorride, ma senza guardarti. Perché sorridersi apertamente a questo punto sarebbe volgare. Banale. Un dare certezze, un richiedere certezze che viaggia a bassa quota. Al contrario di voi due. Voi due che viaggiate al di là dell’atmosfera. Tanto veloci da sembrare fermi.
E persino l’idea che tutto potrebbe finire ti sfiora senza spaventarti. Sei pieno di lei, al tuo interno non hai spazio per altro. Non esiste minaccia possibile. Sei sicuro. Sei tranquillo. La consapevolezza della condivisione ti colma fino a farti galleggiare in una sorta di plasma gelatinoso. Lei ti ha dato tutto ciò che può essere dato. Ti ha tolto il superfluo. Ti ha insegnato ogni cosa. Hai raggiunto un livello di gratitudine che ti commuove.
L’autobus frena. Si aprono le porte. Lei non ti guarda. Scende.
Un commento
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io direi, anzi dico: ¨PERFETTO¨!