In memoria di S.

Fai piano mentre m’abbracci
questa fiala di vetro rigonfia
con due palle fisse anch’esse vitree.
Si sfilano di panno ricoperte
tra le dita allungate e scheletriche.
Scaccerai con la tua forza la mia fine
già vissuta ogni giorno in questo inferno
schiaccerai con stivali neri altri
stivali seri ed uncinati.
È forgiato sulla violenza questo mondo
fecondato dall’odio percorso da
fiumi in piena e inondazioni di sangue.
Ora grave l’indifferenza mentre
il cuore puzza e rantola
non più speranza, servirà altra guerra?
Ricopriranno il suolo altri corpi vuoti
aspettando il vento che li spogli
e li possa finalmente portare
in pace in alto nel cielo.

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Fabio Giovanni Perletti
Fabio Giovanni Perletti

Vedo una luna
splendida sul lago

Una poesia che all’impegno mischia amore e
passione, senza rinnegare l’errore insito nell’animo
poetico. Una poesia alimentata dalle esperienze e dal
vissuto, giorno dopo giorno, negli anni fertili di
creatività: non c’è ricerca forzata di maturità, che
ancora è in divenire.

Non è facile sai resistere agli urti della vita
Ogni volta ci provo e mi viene da ridere
Sopra tutta l’Italia c’è la pioggia che va
sembra Messico qua, il bar.

Nato il primo aprile 1983, vive a Castelli Calepio,
Bergamo. Seconda raccolta, dopo l’esordio nel 2004
con “Ombre tra società e amore”.

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