QUAND’ERO LIBERA DI VOLARE

QUAND’ERO LIBERA DI VOLARE
( per dire di sclerosi multipla)

Alta e sottile, dentro le vetrine
io mi specchiavo
e mi sentivo bella
e mi dicevan “bella” dai cantieri,
come si fa col fischio, i manovali.
Non mi ricordo più come si balla
sui tacchi a spillo per le vie del centro.
Passato è il tempo di quand’ero snella,
lontani i giorni
quando camminavo.
La prima volta è stato alla stazione
di Metropolitana, in via Palestro.
Sono caduta senza una ragione
e le altre volte non ricordo più.
La mano destra mi risponde appena
e l’altra invece non mi sembra mia.
Le gambe me le piegano ogni giorno,
io lascio fare e intanto guardo fuori
le rondini che sfiorano di voli
la mia finestra, come una TV.
Io parlo poco, ormai non ho più fiato;
per dare una risposta a chi mi chiede
faccio dei segni solo con le ciglia.
Pensavo,
mentre cala giù il sipario,
che della storia quel che più mi manca
è il manovale che mi fischia
“bella”
e mi sorride mentre guardo in su.

Condividi il tuo amore
Rodolfo Vettorello
Rodolfo Vettorello

Rodolfo Vettorello è nato a Castelbaldo, in riva all’Adige, e vive a Milano dal 1960. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano con Gio Ponti ed Ernesto Nathan Rogers, ha operato prima nel settore pubblico e poi nella libera professione. Scrive da sempre ma ha cominciato a pubblicare solo da un decennio; le sue poesie compaiono in decine di antologie e si sono affermate in numerosi premi letterari nazionali, tra i quali – in un passato recente – anche nel Concorso di Poesia Tapirulan. Ha pubblicato qualche raccolta di racconti, un romanzo e numerose sillogi poetiche. È presidente o membro di giuria in diversi premi letterari ed è socio fondatore e presidente del Cenacolo Letterario Internazionale “Altrevoci”.

Articoli: 11

Lascia una risposta