RAJM – LAPIDAZIONE

RAJM – LAPIDAZIONE
(perché Sakineh sia risparmiata)

Un velo in viso, che non sia palese
lo scempio che si fa del mio sorriso.
Sarò irriconoscibile, lo sanno
al cospetto del dio del Paradiso,
coloro che mi fanno,
che mi fanno,
quello che fanno
alla mia carne viva.
Io penso che sarà come dormire,
quest’essere sepolta nella sabbia,
fino alle spalle, avvolta in un sudario
e che sarà terribile il risveglio
con l’urlo della folla che pretende
che tremi di paura, al mio martirio.
Il Dio che prego che mi resti accanto
faccia soltanto
che il primo sasso che mi coglie in volto
mi tolga, col sorriso dalle labbra,
la lucida coscienza che mi strazia.
Anche se pare avermi abbandonata,
lui non condanna mai chi ha troppo amato.
Vorrà vedere in viso chi, per primo,
raccoglierà la pietra dal selciato,
vorrà sapere chi, senza peccato,
si leverà, per fracassarmi il cranio.
Un velo in faccia, ch’io non veda mano
di donna che colpisce un’altra donna.
Le donne sanno
che non è peccato
niente di ciò che è fatto per amore
e non importa il viso sfigurato.
Le donne sanno
che non è peccato.

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Rodolfo Vettorello
Rodolfo Vettorello

Rodolfo Vettorello è nato a Castelbaldo, in riva all’Adige, e vive a Milano dal 1960. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano con Gio Ponti ed Ernesto Nathan Rogers, ha operato prima nel settore pubblico e poi nella libera professione. Scrive da sempre ma ha cominciato a pubblicare solo da un decennio; le sue poesie compaiono in decine di antologie e si sono affermate in numerosi premi letterari nazionali, tra i quali – in un passato recente – anche nel Concorso di Poesia Tapirulan. Ha pubblicato qualche raccolta di racconti, un romanzo e numerose sillogi poetiche. È presidente o membro di giuria in diversi premi letterari ed è socio fondatore e presidente del Cenacolo Letterario Internazionale “Altrevoci”.

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