Su sterminate messi fruscianti,
accarezzate dal vento del nord
in un bagliore aureo riflesso,
è là dove vorrò riposare
liberato dalle fatche del mondo.
Potrò carezzare con lo sguardo
dolci declivi di ridenti colline,
composte zolla su zolla,
dove natura è vita
e null’altro si consuma.
Origliare la dolce musica
del silenzio che insaziabile
accompagna l’anima perduta
a mirar le eterne cose.
