Salgo.

Sull’autobus.

Sovraffollato.

La mia mente vuota

(è nell’erba che giace)

c’è il viale alberato davanti ai miei occhi, il verde ancora

e ancora,
come un romanzo
(E’ una sensazione precisa, mi capita da quando sono bambina)

ancora,

una rosa in mano

sguardo vetrato all’orizzonte

Era azzurro
(l’azzurro del mondo il mondo e’ lontano)

Non è più tardi
(penso)

Mai stato cosi presto


Tutta la vita davanti
e dietro un messaggio

(Caratteri 160 per dire)

Aurevoir
Adieu
Aufwiedersehen

(Mi piaceva da piccola il suono della rima in bocca)
contratta lingua fremente
(distratta)
trattiene sospiri
pensieri
sussurri
(sapori celati sognati
proibiti)
Lui.
Nella rosa in mano/Con la mano lei
lo salutava

negli occhi il cielo
Quel cielo sul viale nient’altro che il cielo, e tu eri là la testa distesa nel tempo

(Il tempo di un bacio
Mai detto

Mai dato)

Il corpo altrove,

forse per strada
lei con la mano lo salutava
gli occhi li aveva appoggiati nel cielo
(troppo difficile serbarli in mano)
Dal cielo, pioggia
-No, grazie
(non uso l’ombrello, mi piace lasciarmi bagnare)
a proteggere, velo bagnato,
Il suo
vadovia.

← La donna con la coda
Dietro il colosso →