COME NEI GIORNI DI VENTO

Io non la temevo
la morte
perché senza amore
si muore pian piano ogni giorno,
per gradi e senza dolore,
così che la fine che viene,
se viene,
ti trova
sfinito quel tanto che basta
perché non ti importi
la morte.
Se, come nei giorni di vento,
succede che all’improvviso
il cielo si apra di colpo
e mostri il suo volto
il sole nascosto,
così tra le pieghe del tempo
può esplodere come
un barbaglio di fiamma
l’amore improvviso.
Allora ritorna il sorriso
e con il sorriso il timore di perdere tutto.
Ritorna la furia del sangue
e il poco di vita
che langue nel fondo
si fa prepotente ed in fretta
si torna a rivivere a volte,
si torna a patire
del tempo che passa e non lascia
che cenere intorno,
del troppo veloce morire del giorno,
del male che incombe,
del tragico flusso del tempo
che brucia e consuma le ore
e, come una mano che stringe la gola,
ritorna il terrore
che tutto finisca
e che si esaurisca la sorte
e insieme alla vita
ritorni più forte e decisa
la morte.

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Rodolfo Vettorello
Rodolfo Vettorello

Rodolfo Vettorello è nato a Castelbaldo, in riva all’Adige, e vive a Milano dal 1960. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano con Gio Ponti ed Ernesto Nathan Rogers, ha operato prima nel settore pubblico e poi nella libera professione. Scrive da sempre ma ha cominciato a pubblicare solo da un decennio; le sue poesie compaiono in decine di antologie e si sono affermate in numerosi premi letterari nazionali, tra i quali – in un passato recente – anche nel Concorso di Poesia Tapirulan. Ha pubblicato qualche raccolta di racconti, un romanzo e numerose sillogi poetiche. È presidente o membro di giuria in diversi premi letterari ed è socio fondatore e presidente del Cenacolo Letterario Internazionale “Altrevoci”.

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