Per cosi’ poco tempo
compatibile sfondo
alle plastiche colorate
e alle tabelle dei gelati,
magnifica nell’azzurro
Casa Hirta in dvd oggi mi appari;
mi porti fantasmi bonari,
l’umanità che fu gazzarra
da set cinematografico,
zie vestite di organza
e vecchi della mia infanzia,
chiamati per miracolo
da comparse del cinema
a validare un medioevo
giocoso sfacciato libero;
in rare battute ilari
dagli anni e dal doppiaggio
inalterate il cui labiale
decifro, delicato fregio,
rivivi, borgo, immortale;
rivivi nei volti rugosi
dei padri dei miei padri
per arte puttane e ladri,
nei loro primi piani, erbose
nelle tue rovine, calcinate
nelle tue pietre, nelle case
annerite, nei cortili,
negli ombrosi vicoli inclini;
nello spazio di un film rinato
solo perché ti ho sognato,
con te rinasco anch’io, e sogno,
borgo, un’altra idea del mondo.
