I CACCIATORI D’ ANATRE

Spietata azzurrità,
velato affanno,
vertigine del tempo che si avvolge
in contorsioni d’ansia.
Intanto vanno,
lungo sentieri stretti tra le canne,
i cacciatori d’anatre, ad ottobre.
Un tuono spacca l’aria,
un colpo di fucile nel silenzio
e il sangue tinge l’acqua dello stagno.
Felicità dei cani che si tuffano
per riportare un corpo agonizzante.
Felicità di un uomo che si vanta.
Felicità di un cielo che sorride
mentre si muore;
ma è un’anatra soltanto.
Morirò, moriremo, moriranno
ad uno ad uno gli esseri che incontro;
non ci sarà pietà nel firmamento,
risplenderà la luna
e il cielo verserà stelle cadenti
ridenti come fuochi d’artificio.
Qualcuno nascerà nei casolari
dispersi come sassi nelle plaghe
e rideranno risa di piacere
e abbracci di speranze e desideri.
Spietata azzurrità che ci sovrasti
sento il tuo affanno ma sarò da solo
ad aspettare il tuono
ed anche la vertigine del tempo
che avvolge in un abbraccio
uomini in ansia, come sempre soli,
ci lascerà, pianeti solitari
a navigare cieli di silenzi.

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Rodolfo Vettorello
Rodolfo Vettorello

Rodolfo Vettorello è nato a Castelbaldo, in riva all’Adige, e vive a Milano dal 1960. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano con Gio Ponti ed Ernesto Nathan Rogers, ha operato prima nel settore pubblico e poi nella libera professione. Scrive da sempre ma ha cominciato a pubblicare solo da un decennio; le sue poesie compaiono in decine di antologie e si sono affermate in numerosi premi letterari nazionali, tra i quali – in un passato recente – anche nel Concorso di Poesia Tapirulan. Ha pubblicato qualche raccolta di racconti, un romanzo e numerose sillogi poetiche. È presidente o membro di giuria in diversi premi letterari ed è socio fondatore e presidente del Cenacolo Letterario Internazionale “Altrevoci”.

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