All’impazzata sta correndo e va molto veloce,
arriverà qui tra poco:
è il fantasma di me stesso.
Il fatto è che quando non è con me il mondo assume forme incomplete,
le porte rimangono socchiuse,
i letti matrimoniali perfettamente fatti,
scomposti solo dalla parte dell’unico dormiente,
le parole rimbalzano nel palato e per uscire balbetto.
Indosso il vestito della balbuzie per uscire
solo per uscire amore mio dal corpo
per uscirlo dai capelli.
Predicami ancora le parole della pazienza,
lo smarrimento non ci deve far paura.
Se io ti dico che ho sbagliato tutto non mi credere,
lo farò per vanità poi ti cercherò fuggendo chilometri lontano,
come ti dessi una carezza.
Lancerò centinaia di messaggi in bottiglia
e li lancerò nella laguna,
si agiteranno sul fondo al passaggio dei vaporetti,
faranno amicizia con quanto c’è sul fondo,
vagheranno,
avranno una vita loro.
Non ti raggiungeranno mai e poi tu mi passi le ore
disteso a contare i minuti che stai disteso
con le orecchie occupate per non pensare.
Per non pensare, solo per non pensare amore mio si sciorina,
si tocca la punta del naso con la lingua.
Si frusta.
Lascia andare, rilassa,
lascia andare, rilassa quella mano,
fai cadere a terra l’oggetto che stringi.
Fai inciampare gli uomini e le donne nella spirale eclettica di ogni tua vergogna,
mascherala di orgoglio, siamo a Venezia, chi vuoi che non ti creda?
Hai le ali di Gabbiano adesso,
è arrivato il me stesso corrente,
hai le ali da Gabbiano.

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