Io vado verso là

Sciolto titanio la pianura d’acqua
e come un urlo bianco
la mezza luna accende la laguna.
Un volo di gabbiani in controluce
e più lontano,
come una freccia in cielo, un cormorano.
Non mi va di parlare, sto guidando,
perché la scena non mi lascia fiato
e ho gli occhi aperti come due voragini
per inghiottire un sole svaporato.
Si va come si andasse ad incontrare
il Dio che si nasconde laggiù in fondo,
in un tramonto che non vuol finire.
E il cuore si spaura di silenzi
e d’una quiete quasi surreale.
Il Dio che voglio e in cui mi piace credere
si cela dietro l’ultimo filare
di pioppi allineati sullo sfondo.
Io vado verso là, corro sull’argine;
a destra il fiume lento e la corrente
che pare pigramente risalire
nel gioco di marea che scende e sale.
Dall’altro lato la laguna immobile
e un orizzonte quasi disperato.
Io vado verso là.
Il Dio che non conosco e ch’è nascosto
mi osserva di sicuro da lontano;
non so dove si va da questa parte,
ma se mi aspetta Lui, dovunque vada
io vado dove va
qualunque strada.

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Rodolfo Vettorello
Rodolfo Vettorello

Rodolfo Vettorello è nato a Castelbaldo, in riva all’Adige, e vive a Milano dal 1960. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano con Gio Ponti ed Ernesto Nathan Rogers, ha operato prima nel settore pubblico e poi nella libera professione. Scrive da sempre ma ha cominciato a pubblicare solo da un decennio; le sue poesie compaiono in decine di antologie e si sono affermate in numerosi premi letterari nazionali, tra i quali – in un passato recente – anche nel Concorso di Poesia Tapirulan. Ha pubblicato qualche raccolta di racconti, un romanzo e numerose sillogi poetiche. È presidente o membro di giuria in diversi premi letterari ed è socio fondatore e presidente del Cenacolo Letterario Internazionale “Altrevoci”.

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