Lingua

Lingua, sguisci via dalle mani
non appena cerco di foggiarti in mio pensiero
e di farti foggiare il mio pensiero
fuggi, mi sfuggi, mi scansi
come pesce vivo, guizzante
ti divincoli scivolando dalle mani in mille torsioni
lanciandomi addosso salati spruzzi
Lingua
come amante capriccioso
vorrei baciarti
possedere
il sapore della saliva
il turgore dei muscoli che ti azionano
labbra denti ugola con i quali dai forma al fiato
e significhi
prima ti concedi, poi mi volti le spalle e
mi sfuggi, mi scansi corrucciata
Lingua, eppure ti cerco,
non sarei io senza di te
cerco di sedurti, di condurti a me,
ti fisso volendo lusingarti, blandirti
circuirti con un’esca e farti abboccare,
ma ti concedi per un tempo
troppo breve e poi ti neghi
rinfocoli a dismisura il desiderio
e io sono pronta a concedere
ogni cellula del mio corpo
a farmi possedere per possederti
ma fuggi, mi sfuggi,
mi lasci come uccellino nato da poco nel nido
a bocca spalancata che aspetta il nutrimento

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Lucia Diomede
Lucia Diomede

Lucia Diomede è insegnante di sostegno e inglese nella scuola secondaria di secondo grado. Ha lavorato come redattrice per alcune case editrici. Ha tradotto dall’inglese all’italiano diversi saggi e articoli pubblicati. Scrive articoli su testate locali. Si occupa di tematiche ambientali e arte contemporanea.

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