Dedicata a me medesimo
Onda sulla rotta d’ogni cor,
Sempiterna speme di parole,
Il tuo canto nuoce all’ardor,
Mite sobborgo di rose e viole.
Il mar della luna pietroso
Si affaccia al buio fattore,
rozzo spirochèta maestoso,
ferino esperire e fervore.
Orsù, prodi rapsodi in coro
Cantate la morte del mistero!
Paria d’argento e dell’oro
Che si dissolvono all’invero.
Avventori nutriti con irretire,
Ignari sul calappio sarete
Avvelenati dal lirico mentire !
