“Carissimo padre, di recente mi hai domandato perché mai sostengo di avere paura di
te. Come al solito, non ho saputo risponderti niente”, F.Kafka
A passetti di sandali mio padre
separa il suo dal resto, satrapo
circoscrivente il suo attuale impero
precisa con zelo di agrimensore
i confini delle sue pertinenze,
rimuovendo come fossero pugni
di terra grumi di nevrosi e ansie,
spostandoli nel centro del suo regno,
la casa, in forme di agglomerazioni,
gravi cataste, assi, rinfuse
teorie di necessarie cose, ottuse
damigiane, involte recinzioni
cigolanti, guasti televisori
assiepati lungo incompiuti muri
intasanti volumetrie di stipi,
viranti pareti già decrepite.
Collezionista di solitudini
in corti calzoni di gabardine,
sorveglia per obliqui sguardi duri
i propri inestimabili tesori,
ponendo tra sé e il mondo barricate
di meste cianfrusaglie arrugginite.
