STRANIERO

Ricordo, non conosceva una parola d’italiano
Si era seduto in mezzo a noi con un dizionario in mano.
I suoi occhi sembravano dire: “ti prego stammi ad ascoltare”.
Con le mani, con la voce e con il cuore si sforzava di farsi capire.
Seduti lì eravamo in tanti, tutti piuttosto diffidenti.
“Chissà quel tipo cosa cerca qui” Si levavano già i primi commenti.
Io provai subito simpatia, ma finsi di mostrarmi distaccata,
di ignorare i suoi apprezzamenti e quei piccoli approcci che non mi dispiacevano affatto.
Poi fu sempre più difficile provare indifferenza,
ormai intuivo tante cose, ma di certo non capivo niente.
Ero stretta da una morsa, incapace della più piccola decisione.
Mi intimidiva il giudizio degli amici e intanto in me cresceva la tensione.
Sentivo forte la voglia di oltrepassare quel confine,
per essere me stessa, finalmente libera di agire.
Avrei voluto sciogliermi in un abbraccio e dirgli: “dai, andiamo via”.
Dopotutto, la sua solitudine non era così diversa dalla mia.
Mi imbarazzavano i troppi sguardi puntati su me e sulla sua pelle scura,
ma era giunto il momento di scrollarmi di dosso il pregiudizio, l’incertezza e la paura.
Così mi alzai e lui sorrise pensando: “ci siamo finalmente”.
Fece un cenno come per seguirmi, ma io mi voltai senza riuscire più a dir niente.
In un lampo salutai gli amici e salii sull’auto per fuggire via.
Lui mi guardò partire e allontanarmi in fretta, lo avevo lasciato solo con la sua fantasia.
Per strada incominciai a riflettere, amareggiata per la mia incoerenza.
Il conflitto ora era rimasto in me, la mia comprensione valeva quanto la loro indifferenza.
Rincasando, mi chiedevo chi tra noi due fosse davvero lo straniero.
Quel ragazzo solo che era venuto tra di noi, oppure io che ero fuggita da me, da lui e da tutti loro?

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Silvana Valente
Silvana Valente

La mia vena artistica ha cominciato a manifestarsi all’età di circa 14-15 anni, quando componevo testi per canzoni e poi li mettevo in musica. Sciolto il gruppo musicale, ho cominciato a scrivere qualche poesia, ma è a partire dal 2009 che l’attività creativa è diventata molto più intensa. Ho partecipato per due anni al concorso letterale per racconti brevi, indetto dalla biblioteca di Monticello Conte Otto (Vi) entrando nei 30 finalisti. Ho pubblicato nel 2010 la mia prima raccolta di poesie dal titolo “Il volto del silenzio”, con lo scopo principale di raccogliere offerte che ho devoluto in beneficienza. Nel 2011, insieme a uno dei miei compagni di tandem, l’amico Carmelo Rigobello, ho pubblicato la seconda raccolta: “Tandem – in sella alla poesia”. Tandem scaturisce da questa bicicletta a due posti che mi ha regalato grandi soddisfazioni in campo internazionale, ma che è anche uno dei mezzi necessari per me, che sono non vedente, per praticare sport. Partecipo volentieri ai concorsi di poesia, perché per me il premio più ambito è essere raccolti in un’antologia, leggere gli elaborati degli altri e sapere che gli altri leggono i miei per un piacevole e stimolante confronto.

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