VECCHIO BORGO

Un giorno tornerò tra quelle mura,
ormai deserte e quanto mai silenti,
per scacciare degli spettri la paura
e ricordar così i dolci momenti.

Parrà di udir le voci tra le mura
degli avi alacri al travagliare, intenti
nell’opra loro faticosa e dura
e dei fanciulli grida intermittenti.

E nel silenzio, a sera, più assordante
seduto sotto l’olmo secolare,
con nostalgia riascoltare ancora,

dei grilli il gran concerto delirante,
del rapace quel lugubre cantare,
dell’usignolo l’ugola canora.

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Franco Calzolari
Franco Calzolari
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