Un giorno tornerò tra quelle mura,
ormai deserte e quanto mai silenti,
per scacciare degli spettri la paura
e ricordar così i dolci momenti.
Parrà di udir le voci tra le mura
degli avi alacri al travagliare, intenti
nell’opra loro faticosa e dura
e dei fanciulli grida intermittenti.
E nel silenzio, a sera, più assordante
seduto sotto l’olmo secolare,
con nostalgia riascoltare ancora,
dei grilli il gran concerto delirante,
del rapace quel lugubre cantare,
dell’usignolo l’ugola canora.
