Chi ha inventato la notte

Vi siete mai chiesti chi ha inventato la notte?
Fu l’idea di un giovane pittore, che ebbe l’importante compito di assegnare il colore ad ogni cosa sulla terra. Si chiamava Bruno anche se lui preferiva farsi chiamare con un nome diverso a seconda della persona con cui conversava. Talvolta era Picasso, Matisse però anche, Matteo, Carlo oppure tu, proprio tu… come ti chiami? Ebbene sì a volte si chiamava anche con il tuo nome.
Bruno era molto indeciso. Dare un colore alle cose voleva dire essere anche responsabile della felicità degli uomini.
Iniziò così il suo lavoro con il cielo. Aprì la lattina, prese il pennello grande e stese un bel rosso fuoco. La bomboletta spray però era più veloce e l’effetto nuvola era più naturale. Venne la volta del mare “ecco fatto un bel verde smeraldo con i pesciolini gialli”, e così via le montagne viola, gli alberi grigi, la pioggia rosa, le case blu, le mucche rosse e verdi.
Man mano che dipingeva le cose prendevano vita, il colore le risvegliava era come se si animassero…
A quanto pare però nessuna della cose dipinte da Bruno pareva felice del loro colore, chi si vedeva brutta perché troppo chiara, chi vecchia perché troppo scura, chi troppo spenta, chi troppo insignificante. Bruno stanco di tutte le lamentele penso e ripensò e trovo la soluzione: disegnò un grande telo nero da stendere nel cielo in modo che tutte le cose per l’assenza di luce sembravano avere lo stesso colore. Così nessuno si lamentò più, il silenzio e la tranquillità regnarono.
Fu così che Bruno inventò la notte.

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Roberta Campana
Roberta Campana

Dopo essersi laureata in lingue, ha trascorso diversi anni all'estero tra Irlanda e Spagna. Ora vive e lavora a Parma.

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