Sono una giovane laureata in lingue che come altre mie coetanee ha deciso di non “mettere radici”, per il momento, nel suolo natio ma di avere esperienze di lavoro all’estero. Ebbene la scelta è caduta sull’Irlanda, la “tigre celtica”, dove finora la situazione fiscale era favorevole e trovare lavoro, facile come “bere un bicchiere di Guinness” (mi si permetta la licenza poetica). L’ambiente lavorativo cosmopolita (spagnoli, francesi, tedeschi, italiani ed un paio di irlandesi) ha favorito la nascita di una sorta di lingua franca che fa uso di un gran numero di prestiti linguistici dalle varie lingue europee e che risulta piacevole all’orecchio di irlandesi e non.
Essendo stata neofita nell’ambiente informatico, mi sono trovata in situazioni veramente divertenti, non conoscendo il linguaggio specifico del software mi sono permessa un certo “liberismo” linguistico.
Ti cito alcuni esempi: i clienti devono essere contattati per fissare la data in cui riceveranno il nostro servizio. La conversazione telefonica è la seguente: “Salve, ti sto chiamando per schedulare una sessione”, penso che riuscirei ancora a fare rabbrividire la mia professoressa d’inglese (era già abituata ai brividi durante la correzione delle mie traduzioni), oppure invece di “Avete apportato le modifiche sul sistema come da suggerimento dell’ingegnere” si chiede “Hai implementato la nota nel sistema così il watcher inizia il check?’ dall’inglese “Is the note implemented in the system so the watcher can start the check?’ E cosi via utilizzando “daunlodare e aplodare” invece di scaricare e caricare (download e upload), oppure risettare le informazioni da reset, il tutto nella piena consapevolezza della nostra ignoranza nel campo informatico. Ma permettimi di dire che è molto divertente ed e soprattutto un modo per annullare le barriere tra noi ed il cliente (bella scusa vero?).
Ma la “licenza poetica” più bella appartiene a mia zia che vive in Galles da più di quarant’anni. Mentre si recava all’agenzia per prenotare il biglietto aereo per l’Italia, incontrò la regina e mi disse allegramente al telefono: “Ciao darling, oggi ho incontrato la quina mentre stavo andando a bucare il volo, che ladi!
Non siamo tutti un po’ poeti?
