Narra Erodoto che presso gli Sciiti vivevano degli uomini sacri agli dèi: si nutrivano di latte e frutta ed erano completamente calvi. Gli Sciiti li onoravano con le primizie del raccolto. Anche i popoli vicini portavano loro offerte e doni.
Nessuno comprendeva la loro lingua. Essi, infatti, parlavano la lingua degli dèi.
Quando gli Sciiti avevano necessità d’interrogarli, si facevano accompagnare da sette interpreti.
Ecco: questa donna ha un’unica figlia che sta morendo, chiede un rimedio al suo male.
La supplice si rivolge al primo interprete. Gli racconta la sua pena. Il primo interprete traduce la sua domanda nella lingua del secondo interprete, e il secondo in quella del terzo, e così via, fino all’ultimo interprete, che la traduce all’uomo calvo seduto sulla soglia di casa. E l’uomo calvo parla agli dèi.
Gli dèi rispondevano sempre.
Gli uomini calvi allora davano il responso al settimo interprete, che lo traduceva al sesto, che lo traduceva al quinto, che lo traduceva al quarto, che lo traduceva al terzo, che lo traduceva al secondo, che lo traduceva al primo, che lo traduceva alla donna in pianto.
E la risposta la consolava.
Nessuno metteva in dubbio la perizia degli interpreti, né sospettava che la supplica giungesse distorta all’orecchio divino, o che l’oracolo fosse alterato nella catena delle traduzioni.
Ma un giorno i cavalieri armati salirono dal deserto (altri dicono ch’erano venuti di là dal mare). Sottomisero i popoli della steppa. Con sé portavano un libro, con le risposte a tutte le domande. Lo aveva scritto Dio. Questo semplificava i problemi.
I cavalieri insinuarono che gli interpreti mentivano, che le sette lingue erano inutili finzioni, e gli uomini calvi erano degli impostori. L’unica verità era scritta nel libro.
Per dimostrarlo, convocarono i capi di tutte le tribù sciite, aprirono il libro davanti a loro e vi lessero: «Maledetto chi non porta i capelli». E passarono a fil di spada tutti gli uomini calvi, che non si difesero. Solo un’ombra di stupore attraversò loro il viso prima di morire, e ad alcuni parve che sorridessero.
Da allora nessuno parla agli dèi, e gli uomini hanno cessato di comprendersi tra di loro.

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