Il babau

Il Babau aveva occhi scuri con piccole rughe agli angoli a segnarne l’indomabile curiosità e ciò che normalmente ne consegue. Occhi profondi come pozzi neri di mistero e di chissà quali avventure.
Lei ne avrebbe scoperto i segreti – così credeva -e i punti saldi lungo le pareti scivolose.
Si racconta che il Babau non poteva innamorarsi, il suo cuore era diventato duro come una pietra e più arido di una distesa di sabbia lontana mille miglia dal mare. Quel mare avrebbe potuto inghiottirlo ed annullarlo per sempre.
O forse non lo aveva mai avuto un cuore (questo lo sanno anche i bambini !) ma lei non voleva crederlo. Se lui dormiva lei sognava, se lui rideva lei era felice, se lui mangiava lei si saziava, se lui soffriva lei si ammalava.

Ogni giorno lei cercava un nuovo espediente, una nuova composizione d’amore per avvicinare quell’anima inquieta. Interprete paziente di parole e silenzi.
Una sera, una sera come tante uguali, ritornando dai suoi esperimenti, andò a letto più stanca: un po’ del suo nero le era rimasto addosso, gli occhi erano diventati scuri con piccole rughe agli angoli, segno della sua indomabile curiosità e di ciò che essa comporta..
Qualcuno dice che lei non possa più innamorarsi. Il suo cuore è diventato duro come una pietra e più arido di una distesa di sabbia lontana mille miglia dal mare.
Aveva dimenticato il suo nome.

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Lisa Biggi
Lisa Biggi

Nasce a Reggio Emilia nel 1975. Dopo gli studi di filosofia, Lisa scopre la scrittura che ama sperimentare in molteplici forme. Viene selezionata in concorsi di poesia, collabora con magazines e riviste letterarie, pubblica un libro di racconti tragicomici e diversi album per bambini, sia in Italia che all’estero. Lisa scrive la notte, perché di giorno lavora in una scuola di Milano, dove si occupa di formazione e progettazione didattica.

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