NUDI E CRUDI

C’era chi oliava il suo mitra, chi scriveva una lettera seduto a pancia in giu’ sulla branda, il sole stava calando su quella vallata di sabbia che cambiava colore durante il giorno come la faccia di un uomo nella vita, al mattino era rosa come un bimbo vispo, il pomeriggio era rossa come un viso avvinazzato o timido, la sera era bianca come la faccia di un vecchio.
I soldati della 101esima divisione aspettavano l’ora dell’attacco, dall’altra parte gli stessi gesti, le stesse risate per mascherare la paura, le urla per spaventare il nemico.
Nella notte i Buoni ascoltavano gli insulti urlati dai Cattivi, i Cattivi ascoltavano in silenzio gli insulti dei Buoni, ma nessuno capiva esattamente, sembravano gridi d’animale che abbaia ma non morde, Non c’era bisogno in fondo di capire.
Nessuno, il comandante dei Buoni era un tipo tutto lentigginoso, paffuto, canticchiava “Let’s spend the night toghether”, era tutto meno che un capitano, aveva la voce infantile come chi rimane piccolo finchè tutto d’un colpo arriva ad essere un uomo, compiendo un delitto atroce.
Nessuno fece schierare i suoi uomini sotto la collina e disse:
“Giocate fino all’ora dell’attacco, giocate in qualsiasi modo perchè cosi’ vi abituate al gioco della guerra, dovrete usare la stessa cattiveria che avevate quando qualcuno vi rubava un giocattolo, quando picchiavate il piu’ piccolo”.
Quei soldati nell’attesa dell’attacco schiacciavano formiche, si lanciavano palle da baseball, giocavano a nascondino.
Dall’altra parte il capitano dei Cattivi, Ignoto, baffo curato e occhio senza fondo, parlava sottovoce, come chi parla solo con gli occhi e i suoi erano occhi incoscienti come quelli dei soldati piu’ eroici.
Fece schierare i suoi uomini sotto la collina e disse:
“Giocate fino all’attacco, divertitevi, tutta la vita vi hanno detto di lavorare e non divertirvi se non alle ore stabilite, adesso sfogatevi”
I soldati Cattivi giocavano a carte, si prendevano scherzosamente per le gambe, giocavano ai soldatini.
Era l’ultima notte prima dell’attacco, Vedova e Sola, mogli dei due capitani erano medici dei rispettivi schieramenti, senza conoscersi ebbero la stessa idea per fermare quella guerra infame e inutile, che non avrebbe cambiato le loro vite, che avrebbe consolidato altre dittature mascherate da democrazie.
La mattina dell’attacco quando i soldati si svegliarono si misero a cercare i propri stivali, le proprie mitragliatrici, sia i Buoni che i Cattivi nello stesso istante erano disperati, urlavano con il terrore nel volto. D’improvviso erano rimasti nudi.
Si guardavano in mutande e canottiera e quando il capitano dei Buoni e quello dei Cattivi di presentarono in mutande ai rispettivi schieramenti, tutti fecero il saluto militare e cantarono l’inno nazionale riuscendo a non ridere, anzi qualcuno pianse.
“C’è stato un sabotaggio, non abbiamo piu’ ne’ divise, ne’ armi, andremo incontro al nemico a mani nude, per l’onore della nostra Patria” dissero i due capitani nello stesso istante.
Piu’ le ore passavano piu’ nessuno di quegli uomini aveva il coraggio di attaccare per primo, si sentivano soli, nudi, non si sentivano piu’ uomini, alcuni da una parte e dall’altra della collina singhiozzavano sulla loro pelle nuda, inutile e indifesa.
Scrivevano lettere non piu’ alle mogli o alle fidanzate ma solo alle mamme, i due capitani erano gli unici lucidi, spietati e adulti, non avevano perso la calma e incitavano gli uomini a non perdersi d’animo.
Nè da una parte nè dall’altra della collina si osava agire, giorno dopo giorno i Buoni e i Cattivi facevano facce di paura, ridevano senza un motivo, si gettavano a terra e camminavano a mani e gambe come i neonati, si facevano la pipì addosso, nascondevano la testa sotto la sabbia mentre i due capitani cercavano di scuotere gli schieramenti con la musica.
Da una parte ci provarono con “Guerra! Guerra, Le Galliche Selve!” dall’altra con la “Passione di Matteo”. Ma quegli uomini bambini ridevano e morsicavano le gambe dei suonatori. Ci riprovarono da una parte con “Squilli, echeggi la tromba guerriera!” e dall’altra con la “Cavalcata delle Valchirie” ma quei soldati bambini ballavano nudi al ritmo di quelle musiche, facevano linguacce e pernacchie alla Storia, alla Patria.
Erano sempre meno uomini, meno soldati, avevano paura, non volevano agire piu’, volevano solo giocare.
Al suono di “Noi siam le zingarelle” da una parte e dall’altra si ballò nudi e quasi felici ed uniti, non c’erano le zingarelle, ma quei soldati bambini nudi imitarono le zingarelle, sembrava che Verdi potesse fermare la guerra e unire gli uomini ma non fu così.
Bastò che una palla rossa fosse lanciata per sbaglio dalla parte dei Buoni a quella dei Cattivi e tutti quei soldati bambini a quattro zampe di gettarono su quella palla, la “loro” palla.
Fu un massacro, con quella palla che rimbalzava in alto e in basso tra corpi che si pestavano, si colpivano, si dilaniavano con urli da bambini, schizzavano dappertutto fiotti di sangue.
Quei soldati bambini erano d’improvviso tornati soldati uomini e volevano sopraffare il nemico, volevano la “loro” palla, la “loro” terra, i loro “soldi”.
Si ammazzarono l’un l’altro e non rimase vivo nessuno in quella sabbia rossa di sangue, solo due donne che abbracciate urlavano, piangevano e vomitavano sulla guerra.

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Tito Pioli
Tito Pioli

Per pigrizia non ho mai amato molto viaggiare, se non per vedere arte e quartieri fatiscenti, per questo ho cominciato a scrivere, per immaginare il mondo, per sognare il mondo, perchè immaginare è sempre più bello e profondo che vedere.

Ho scritto tre romanzi:
"L'isola che non c'é", giunto secondo al premio Linus Baldini e Castoldi 2004 (un imitatore di animali si trova a convivere con gli anni settanta tra politica e stragi di stato)

"La cuoca puzzona" (parla di una cuoca indiana che sa cucinare tutti i piatti del mondo e cercherà di salvare il suo paese con molti ostacoli) ha ricevuto apprezzamenti scritti da case editrici nazionali e da editor ma finora non pubblicato

"La banda dell'arte", segnalato al recente premio "L'autore" della Firenze Libri, ora in lettura (parla di un professore di arte che cerca di portare la sua classe di precari nel mondo dell'arte e della bellezza, ma loro saranno attratti dal male dell'arte...)

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