SCRITTORI [42] | In ordine cronologico di pubblicazione

SAVERIO CRISTIANI [ 42 ]

pubblicato il 05.09.2011

L’omogeneit? del paesaggio desertico ? quasi ipnotica, con le montagne in lontananza a far da obiettivo e l’immenso silenzio di contorno che un po’ intimidisce. E nella sua ingannevole placidit? non ? difficile smarrirsi se si perde di vista il punto dal quale si era partiti. Questo luogo si chiama Zabriskie Point, e le cose nei paraggi possono funzionare diversamente da come crediamo di conoscerle.  

BRUNO MAGNOLFI [ 41 ]

pubblicato il 20.01.2011

...certe volte osservo la porzione di cielo dietro ai vetri: immagino di sentire, sulla pelle, l’aria fresca che c’? l? fuori, di lasciarmi avvolgere dal bianco delle nuvole, poi torno con lo sguardo sopra ai moduli.  

GUIDO CASAMICHIELA [ 40 ]

pubblicato il 05.05.2010

Ero andato al fiume per ubriacarmi. Portavo con me due bottiglie di vino liquoroso del color del fango. Mi sedetti al sole, per darmi fastidio, a un metro dall’ombra sottile di un albero a punta. Le cicale cicalavano, io guardavo l’acqua scivolare sui ciottoli metallizzati. Avevo dimenticato il cavatappi, allora spezzai il collo della bottiglia su un sasso. Bevvi vino fangoso e schegge dal collo spezzato. Ero cos? desolato che non riuscivo ad aver voglia di smettere d’esserlo.  

GIANCARLO TOMMASONE [ 39 ]

pubblicato il 04.05.2010

Ho uno strano sapore ancora in bocca, ? quello dell’adesivo delle buste da lettera, una linea magra di pane raffermo e inconsistente, per certi tratti bianco e insipido come il riso bollito, per altri la sfoglia sottile che ricopre il panforte ma n? dolce n? salato, proprio come doveva essere l’idea di Cristo che viene tout court ad abitarci dentro.  

LUCA PALUMBO [ 38 ]

pubblicato il 19.10.2009

L'aroma del soffritto si mescola con la puzza terrificante dell'oleoso contenuto delle migliaia di sacchetti dell'immondizia squarciati e buttati senza ritegno sui sanpietrini del vicolo. I due odori s'inseguono nell'aria afosa, appiccicaticcia; si scontrano, si schiaffeggiano all'altezza dei balconi angusti e tristi ricoperti di cartacce che svolazzano di tanto in tanto da una casa all'altra.  

MASSIMO ZACCAGNA [ 37 ]

pubblicato il 08.10.2009

Siamo tutti dadi buttati sul tavolo verde. Iddio ha creato prima il tavolo, poi il panno, poi il verde, poi i dadi. Poi ha giocato da solo. Ha aperto il pugno, ha gettato i dadi e ha fatto dodici ed ecco che ? nata Eva, poi ha fatto due ed ? nato Adamo. Tutti noi proveniamo dalle capriole di due dadi.  

ANNA MARTINENGHI [ 36 ]

pubblicato il 24.06.2009

“Un cono pistacchio e cioccolato fondente, grazie!” Conviene sempre chiedere il gusto preferito per primo, di solito ne mettono di pi?. La ragazza gentile mi allunga il cono che afferro con avidit? negli occhi. Pistacchio e cioccolato fondente, quanto tempo ? passato dall’ultima. La vita che avrei voluto si condensa in quella dolcezza fra la lingua e il palato, in una nostalgia dolorosa di ci? che ancora non ho fatto, ancora non ho detto. La vita sembra sfuggirmi, come questo gelato che si scioglie troppo in fretta.  

PIETRO PANCAMO [ 35 ]

pubblicato il 10.12.2008

Il sole, oggi, ha deciso.
Per questo il cielo ? completamente azzurro, sin nel pi? piccolo dettaglio.
Per questo la primavera smalta di luce ogni strato d’aria, rimodernando di germogli (e poi foglie novizie) la superficie vuota dei rami in abbandono.
Intanto nelle viscere dell’uomo, il buio sottocutaneo del torso e delle membra si ravviva di scatto e allegramente perch? il nostro sangue – che ci attraversa di giorno e notte, strisciando come una talpa lunga, snodata e a forma di fiume nelle condotte e gallerie corporee (le arterie, ad esempio, che sono flebo naturali e interne) – riprende fluidit? di slancio, iniziando ad orbitare con velocit? pi? spontanea e soda nell’organismo intero.  

LUKE SAINTS [ 34 ]

pubblicato il 23.07.2008

Che lo si possa credere o no, io nacqui nella bassa Mesopotamia nel 2406 a.c., in una citt? dell’antica Sumeria chiamata Uruk, nei pressi del fiume Purattu, che noi conosciamo ora come Eufrate. Ultimo di cinque figli, tre maschi e due femmine, mi fu dato il nome di Khal?d, che nell’antica lingua di quella terra significava pressappoco “destino nascosto”. Mai nome fu pi? appropriato.  

ANDREA BURLINI [ 33 ]

pubblicato il 09.06.2008

Invece, le donne hanno un cuore grande. Tanto grande che ci affogano sempre,come un biscottino nello yogurt, e hanno bisogno dell’affetto maschile per salvarsi nel mare dello sconforto. Lo sconforto di non essere adeguate alla loro natura di dee generatrici della vita. Ma le invidio. Se fossi una donna sarei migliore della migliore delle donne.  

LUCA POZZOLI [ 32 ]

pubblicato il 03.06.2008


Sangue che corre libero da lama che corre veloce lungo il MIO corpo anarchia molecolare in combutta con testosterone modificato chimicamente da pasticche multicolori mi bagno di flutti rosso vivo sangue sparso che si mescola al sangue ed al sudore degli altri che mi sollevano e si mettono a gridare dicono di chiamare qualcuno per dio chiamare qualcuno.  

VITO NICASSIO [ 31 ]

pubblicato il 19.03.2008

La mia mamma mi ammamolava di ammonimenti e ammaestramenti che ambivano ammansirmi e ammollirmi… Ammattiva, ma non v’erano briglie al brigare di un briccone con la mia briosit?.
Il mio pap? mi propinava pappardelle come un papasso con il suo pipilare da pippione... Si impapocchiava, ma non v’erano triache alle trivialit? di un trincato con le mie tricche tracche treccaiuole.  

LORENA MONTINI [ 30 ]

pubblicato il 20.02.2008

 

TIZIANO DE MARTINO [ 29 ]

pubblicato il 15.02.2008

L’Uomo sorride e all’improvviso senza dire niente si alza dal letto e si dirige in cucina.
Una volta dentro apre il frigorifero, prende due lattine di Coca–Cola e lo richiude.
Con le lattine in mano torna a letto e dinnanzi allo sguardo attonito della donna le stappa e dalle linguette di apertura ricava due anelli di latta.
Dopo aver poggiato le lattine sul comodino le prende la mano sinistra e scegliendo il dito anulare lo inanella sussurrando “Maria…da oggi e per sempre sarai la mia unica donna…”.  

PIETRO GATTI [ 28 ]

pubblicato il 27.09.2007

Non ci si veste sempre con lo stesso vestito, per quanto bello e versatile possa essere, non esiste un'unica automobile per parcheggiare in centro di luned? ed essere dello spessore giusto nelle serate che necessitano una certa classe, e nessun uomo ? per tutta la vita, ci sono uomini per periodi e uomini per occasioni.  

ANDREA MUCCIOLO [ 27 ]

pubblicato il 24.07.2007

Claudia pens? al figlio che aveva dentro, frutto di una bevuta di troppo ad una festa, incoraggiata da chi, altro non voleva, che il suo corpo.
Un nodo alla gola quasi le blocc? il respiro e, per un attimo, le parve che il bambino che portava dentro cercasse di comunicare con lei, come se fosse riuscito a sentire il dolore della madre e volesse in qualche modo lenirlo, spiegandole ci? che era dentro di lei, nel suo cuore, ma che Claudia non riusciva a comprendere.
Pens? fosse tutto frutto della sua fantasia, della rabbia impotente che cercava uno sfogo, una ragione per andare avanti, per farcela.
All’improvviso sent? qualcuno chiamare il suo nome.  

GIOVANNA MULAS [ 26 ]

pubblicato il 11.06.2007

L’aveva incontrato per la prima volta in un pub a Piccadilly. Un pub strano, diverso, particolare, dove l’iscrizione fuori dalla porta, oltre al tradizionale leone che ne completava l’effige diceva: Spaghetti’s House.  

TITO PIOLI [ 25 ]

pubblicato il 30.05.2007

Gli si slacciavano continuamente le stringhe delle scarpe ad ogni colonna.
Ogni giorno Tazio doveva consegnare la posta lungo via Zamboni, suonare, imbucare, parlare con portinai di gol irregolari e di abolire la minimum tax, incontrare notai che non salutavano.  

CHIARA CARNEVALE [ 24 ]

pubblicato il 22.05.2007

Vado in bagno e per un attimo penso di telefonare in ufficio e inventarmi qualche scusa, del tipo: “Non sto bene, ho vomitato tutta la notte e ora non mi reggo in piedi! Scusa capo, sai questione di donne!”. Funziona sempre! Il mio capo si sente in imbarazzo, io la faccio franca e posso ributtarmi immediatamente a letto.  

MASSIMO MILELLA [ 23 ]

pubblicato il 10.05.2007

...non ci ho mai capito niente di vini, non ho l’amore per la terra, non li so distinguere, ma so distinguere perfettamente uno che sa distinguere i vini da uno che ha l’amore per la terra, dopodich? una volta distinti costoro, le cose non cambiano molto per me...  

UGO CATTABIANI [ 22 ]

pubblicato il 04.05.2007

Le onde s’infrangevano piano nel chiaro di luna. Andavo ogni tanto a controllare le birre, ne pescavo una gocciolante dalla buca in riva al mare e la stappavo con l’accendino. Dietro di me, le lampade da campeggio ritagliavano nella notte il cerchio dorato della la festa. La notte era ancora lunga e forse non sarebbe finita.
Vedremo, mi dicevo.  

ROBERTO STRADIOTTI [ 21 ]

pubblicato il 18.04.2007

D'altra parte l'aria di mare fa bene, il mare anche. E io quando ci sono dentro, da una parte la strada camionabile e i protetti, dall'altra, alle mie spalle, gli yacht che mi sfiorano la schiena con le loro eliche potenti, vado in immersione, ci sto anche un minuto, in apnea, ed ? un bel minuto, vedo solo l'acqua verde e piccoli branchi di pesci, e sul fondo qualche granchio si rifugia sotto la sabbia e i raggi del sole si muovono come tante piccole gambe marine e per quanto mi riguarda potrebbe anche essere un milione di anni fa, o il terzo giorno della creazione e anch'io pesce, e poi l'acqua, e poi pi? nulla.  

ANDREA RIVIERI [ 20 ]

pubblicato il 18.04.2007

Queste veneri che nascono dalla spuma del mare ma anche dei laghi, delle piscine e dei torrenti montani hanno il sopravvento sui miei pensieri quotidiani. Hanno lunghe gambe che l'occhio non riesce a misurare e mani delicate da stringere al volo. Occhi brucianti di cui non si pu? sostenere lo sguardo e labbra suadenti che lasciano senza parole. Il loro alzare un bicchiere o appoggiarsi ad una ringhiera, allacciarsi un sandalo o infilarsi una matita tra i capelli non ? pi? un semplice gesto. C'? qualcosa dietro quel movimento che non riesco a cogliere ma che mi lascia incantato con lo sguardo perso ed un leggero senso di vertigine.  

ANDREA LAPROVITERA [ 19 ]

pubblicato il 20.12.2006

Una zaffata tremenda m’investe nel momento esatto in cui scoperchio la bara. Un attimo dilatato all’infinito, la paura di trovare qualcosa di diverso, poi ancora una volta, l’ennesimo rito di morte.  

SILVIA MASARACCHIA [ 18 ]

pubblicato il 20.11.2006

Una storia da un dolce retrogusto...
Era la fine della quarta ragioneria ed eravamo in cinque amici.
Siamo partiti in treno e siamo scesi per la via Adriatica, per poi tagliare l'Italia e prendere un traghetto verso la nostra isola.  

GIOVANNI LOCATELLI [ 17 ]

pubblicato il 16.11.2006

Carmine Minestra, Rappresentante di Campioni (omaggio), parte presto ripromettendosi di tornare prima per poter sbrigare nel pomeriggio delle pratiche arretrate. Va bene prendersi mezza giornata di permesso all'insaputa del capo, ma meglio non esagerare.  

LISA BIGGI [ 16 ]

pubblicato il 04.10.2006

La mia famiglia non ? normale. Anche il gatto ? strano; ma a me piacciono cos?.
Mia madre ? appena entrata e le sue parole mi hanno invasa come una diga aperta.  

DANIELE VERONI [ 15 ]

pubblicato il 10.09.2006

Quella mattina succedeva che il sole era sdraiato sul letto come lo ero io poco tempo prima. Poteva dirsi il caso che fosse diventato irrimediabilmente la mia copia.  

EDOARDO CAVAZZUTI [ 14 ]

pubblicato il 20.08.2006

Cammino rasente a un palazzo. A sinistra un muro. A destra basse siepi di pitosforo. Il traffico mi scorre via, cos?, come se niente fosse. I miei piedi viaggiano lentamente, uno dopo l’altro. La guerra in Iraq, il petrolio alle stelle, la natura allo sbando, l’ozono, l’azoto, Freud, il mutuo. E le mie suole una dietro l’altra passano da tacco a punta, da sinistra a destra, senza soluzione di continuit?. Silenziose.  

ALBERTO CALOROSI [ 13 ]

pubblicato il 01.08.2006

Guido assonnato lungo via Bxxxx per la milletrecentesima volta, prima sigaretta del giorno, finestrino abbassato, l’aria gelida in faccia, i fanali illuminano i prati, gli alberi, qualche lepre che zampetta nei campi perplessa e veloce, all’alba di questo sole che tarda a sorgere.  

ROSSELLA GALLETTI [ 12 ]

pubblicato il 26.07.2006

Il vecchio saggio cammin? a lungo per raggiungere la spiaggia. Era partito dal suo villaggio tre giorni prima, portando con s? poche cose in una vecchia borsa di pelle; il primo giorno le stelle gli dissero che il sole avrebbe scaldato i suoi passi per met? del suo cammino...e cos? fu.  

ERIKA DE BORTOLI [ 11 ]

pubblicato il 01.06.2006

L’enfat prodige…-mi correggerete voi…-
No, no…proprio l’?l?phant.
Forse, quanto meno ci farebbe piacere, il calembour piacerebbe a Paolo Conte, che con le parole e con il francese ci gioca piuttosto bene.  

MICHELE AGLIO [ 10 ]

pubblicato il 31.12.2005

Nuovo, nuovissimo, della categoria imaging phone.
Si chiama Imagem 2003. Il telefono dal nome portoghese ? dotato di fotocamera integrata ad alta risoluzione, videoriproduttore a scatti e funzione di messaggistica multimediale (MMS, appunto). L'Imagem 2003 introduce in tutto il mondo una comunicazione visiva pi? ricca. Non solo ? un telefono cellulare tri-band funzionante nei cinque continenti, ma ovunque sia disponibile una rete GSM 900/1800/1900.
Il costo? Questo non lo so.  

ROBERTA CAMPANA [ 9 ]

pubblicato il 02.06.2005

Vi siete mai chiesti chi ha inventato la notte?
Fu l'idea di un giovane pittore, che ebbe l'importante compito di assegnare il colore ad ogni cosa sulla terra. Si chiamava Bruno anche se lui preferiva farsi chiamare con un nome diverso a seconda della persona con cui conversava.  

MONICA BORETTINI [ 8 ]

pubblicato il 10.01.2005

Patrizia se ne stava ferma, immobile, sul letto fissando il soffitto mentre si concedeva una sigaretta, guardava il fumo salire denso e formare strane figure che si dissolvevano, ammirava la costruzione del nulla, del suo nulla. Un groviglio di pensieri assumeva forme astratte e scabre - ma chi era che diceva: non c'? pensiero ben lisciato che non sia figlio della scabrosit? ? - non lo ricordava, ma le piaceva questo contraddittorio ideale.  

LUISA TRIMARCHI [ 7 ]

pubblicato il 22.08.2004

Sono in continua lotta fra questa disperata paura di rimanere per sempre una ragazzina e, in fondo, il desiderio profondo di provare a rimanerci.
Vorrei tanto che queste parole avessero un senso non solo per me, ma anche per gli altri, vorrei che il mondo l? fuori mi applaudisse, si l'ho detto, vorrei uscire alla fine di un dramma recitato in teatro, di un bel film girato, di un libro scritto e letto in silenzio nelle notti d'estate, uscire e sentire lo scroscio degli applausi, il bagno della folla, come i cantanti ai concerti...  

SERENA SAVI [ 6 ]

pubblicato il 02.01.2004

Era uno di quei giorni che ricorrono periodicamente nella vita: avete presente quando il morale ? cos? a terra che qualsiasi "disgrazia" ci succeda (per esempio il ripetersi giorno dopo giorno del nostro arrivo davanti alla fermata dell'autobus mentre il suddetto sta irrimediabilmente ripartendo), ci schiaccia tanto da farci sentire una cicca di sigaretta spenta, sull'asfalto freddo e umido, dal dolorosissimo tacco a spillo di una nostra acerrima nemica?  

MICHELE PROSPERI [ 5 ]

pubblicato il 02.11.2003

Strane creature gli specchi, quasi magiche, nella loro delicata anima di vetro, portali aperti su altre dimensioni fatte di giochi di fate e di elfi (sapeste quanto aveva amato Alice, da piccola, e le capocciate prese nel tentativo di raggiungere il Coniglio Bianco), ma ora, meno romanticamente di un tempo, sguardo piatto e fedele, talvolta crudele, di una realt? in evoluzione in cui il Tempo, con i suoi segni, la fa da padrone.  

DEL  [ 4 ]

pubblicato il 25.10.2003

Camminare ? bello, soprattutto in una giornata primaverile, con quella deliziosa fibrillazione delle molecole, nota come "calore", che toglie dalla noia dei cappotti la nostra pelle.  

MARCO BOSCHINI [ 3 ]

pubblicato il 05.10.2003

L'immagine che vedo, stemperata nello specchio di fronte, ? l'icona di chi sente di non sentire, sentendo. E' solo un altro giorno che passa, questo giorno che va consumandosi nel buio distratto di adesso, ma ? comunque un giorno in meno per noi che non ci siamo fermati a scarabocchiare il block-notes dell'esistenza.  

ENRICO CANTINO [ 2 ]

pubblicato il 19.07.2003

Domando rispettosamente venia, mia Amabile Vegliarda. Forse vorr? essere tanto garbata da esplicare alla mia modesta persona le motivazioni che inarrestabili la inducono ad occludere al mio potente automezzo generosa porzione di sede stradale, mediante caracollante ed incerta sagoma. La sua, tanto per intenderci...  

 FRENCH [ 1 ]

pubblicato il 18.07.2003

? giunta davvero inaspettata - la tua lettera intendo - non tanto perch? io diffidi del servizio postale, ma perch? pensavo che in seguito a quel piccolo inconveniente incorso tra noi non volessi pi? sentirmi. Invece mi sbagliavo, per fortuna. Sono felice di non essere defluito nel lavandino del dimenticatoio...
 
 
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