Spietata azzurrità,
velato affanno,
vertigine del tempo che si avvolge
in contorsioni d’ansia.
Intanto vanno,
lungo sentieri stretti tra le canne,
i cacciatori d’anatre, ad ottobre.
Un tuono spacca l’aria,
un colpo di fucile nel silenzio
e il sangue tinge l’acqua dello stagno.
Felicità dei cani che si tuffano
per riportare un corpo agonizzante.
Felicità di un uomo che si vanta.
Felicità di un cielo che sorride
mentre si muore;
ma è un’anatra soltanto.
Morirò, moriremo, moriranno
ad uno ad uno gli esseri che incontro;
non ci sarà pietà nel firmamento,
risplenderà la luna
e il cielo verserà stelle cadenti
ridenti come fuochi d’artificio.
Qualcuno nascerà nei casolari
dispersi come sassi nelle plaghe
e rideranno risa di piacere
e abbracci di speranze e desideri.
Spietata azzurrità che ci sovrasti
sento il tuo affanno ma sarò da solo
ad aspettare il tuono
ed anche la vertigine del tempo
che avvolge in un abbraccio
uomini in ansia, come sempre soli,
ci lascerà, pianeti solitari
a navigare cieli di silenzi.

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