Mi faccio vanto
di una memoria làbile e imprecisa
che sceglie a caso cose
da trattenere o perdere per via.
I nomi di paesi,
di scene viste e amate,
di persone care
e i versi belli di poesie d’amore
e storie tante da dimenticare.
Così da tempo non ho più nemici,
come se avessi perso ogni battaglia.
Non ho più voglia
di mettermi a confronto e mi compiaccio
di questa Caporetto personale.
La mia filosofia si è fatta lieve
e con piacere
me ne resto a leccarmi le ferite
e a rendere plausibile e diretto
il mio pensiero debole.
Non starò male in questo luogo dove
si vengono a posare
i pensieri fantastici del cuore,
pure note,
piovute giù da un cielo primordiale.
Sarà che sto perdendomi pian piano
ma senza patimento;
così voglio morire e che sia prima
dello svanire d’ogni mio pensiero,
della memoria dolce
di tutto quel ch’è stato e di com’ero.
