CITY PRAYER
Ti cerco nel grigio dubbioso del cemento
che mi si staglia dinanzi
quando alzo gli occhi al cielo
Ti cerco nella velleità patinata dei graffiti
piatti come sputi di rabbia
sui muri della mia civiltà
Ti cerco dall’aria spessa
di piombo e di ozono
nebbia nell’anima della mia terra
Ti cerco nella fatica
che incallisce l’intelletto mentre insegue
percorsi neuronali di gloria
Ti cerco coi sensi
narcotizzati dall’abitudine e ubriachi
di tutto
Ti cerco nell’amore
sgangherato e intermittente
che prendo e che do solo per star bene
Ti cerco nel mio delirio di onnipotenza
che finge
l’autosufficienza della comprensione
Perché, qui, solo Tu riesci a stare
perché chi altri potrebbe resistere a tanta pochezza
Un neon quasi esaurito lampeggia
in uno specchio infestato da bubboni rugginosi;
Ti scorgo e grido a Te,
perché i tempi finalmente
si riempiano e si compiano
i giorni del parto di questa creazione
con cui anch’io gemo e soffro perché
possa venire alla luce la mia creatura nuova
