Rallentate il mondo, per cortesia. Vedo se mi riesce di scendere in corsa. Era così cretino che i suoi amici lo chiamavano «Là dove osano le idee». «Il sesso è una questione di testa». «Per questo ti lavi così spesso i capelli». Serata di cabaret in televisione. Il comico di turno spiega la differenza tra sfortuna e sfiga. La sfortuna è quando vinci un miliardo al Totocalcio e perdi la schedina. La sfiga è quando vinci, riesci a non perdere la schedina e scopri che i 13 pagano dodicimila delle vecchie lire. Un consiglio. Se vi dicono di non preoccuparvi, sarà bene che cominciate a farlo. Dialogo fra lui e lei in un bar. LUI: Figa, che bello! LEI: Caro, non sei un cazzo fine! In realtà, il tempo non passa. Le persone, sì. I pensieri vengono quando uno non ha altro in testa. «Tuo fratello è figlio unico». Era una maniaca dell'amore orale. Adorava sentirsi raccontare cosa le avrebbero fatto. «Se non la pianti, con un calcio ti mando i genitali a far salotto con le tonsille. Sempre che tu le abbia ancora». In alto i cuori. Ma in basso i culi. In quel padiglione, tutte le hostess portavano ardite minigonne. Su ogni monigonna campeggiava la sua foto appiccicata con scritto sotto: «Io qui non posso entrare». «Ti fa male?» «Solo quando rido». «Ma tu non ridi mai». «Appunto». La ragazza seduta al tavolo era talmente brutta che veniva la tentazione di andare da lei e dirle: «Signorina, il bagno è occupato. Posso usare lei?» Un lui e una lei. Sorpresi ad avvinghiarsi dentro un'utilitaria. In un posto dove non avrebbero dovuto farlo. Denunciati per atti osceni in luogo pubico. Io non c'ero. E se c'ero, dormivo. Il medico gli mostra i risultati della risonanza magnetica. «È un'ernia». «Magnifico». «Lei ha due fortune». «Sentiamo». «È giovane e magro». «Dottore, se davvero fossi fortunato, non starei qui con lei a guardare quattro macchie scure su una lastra». «Hai visto il film?» «No. Ho letto il libro». Processo al mutilato. «Amputato, si alzi». Adesso basta. Appena arrivo a casa, me ne dico quattro. Suona il telefono. Voce in lacrime all'altro capo. L'ha lasciata, senza un perché. Chiede che cosa ha fatto di sbagliato. Semplice. Ha telefonato a me. Gatto come un matto. La signora del pianoterra starnutisce rumorosamente. Scene di panico nel palazzo. Qualcuno si getta dalla finestra. Altri chiamano la polizia. C'è perfino chi grida «È la fine del mondo!». E quello dell'ultimo piano cerca di tagliarsi la gola con il rasoio elettrico. Siamo tutti allo stato brodo. Nella mia prossima vita voglio essere un'abat-jour. «Balliamo?» «Lo stiamo già facendo. Da dieci minuti». La ragazza indossava calze a rete con maglie larghe. Una pescatrice d'uomini. Campionato di serie B. Segna il Rimini. Il marcatore si chiama Ricchiuti. Perfino la sua forfora ha la forfora. Chi siamo? Cosa facciamo? Dove andiamo? Ma soprattutto: come ci arriveremo?
Amnistia Cerebrale – Parole in libertà condizionata
18 Maggio 2006 – Tags: Tapirelax – Autore: Enrico Cantino
Enrico Cantino
Enrico Cantino è nato a Parma nel 1965. Si è laureato in Materie Letterarie nel 1990 con una tesi sullo scrittore modenese Antonio Delfini. Suoi racconti sono comparsi su riviste letterarie, quotidiani e alcune antologie. Da diversi anni collabora con Tapirulan e con la rivista letteraria parmigiana “La Luna di Traverso”.
http://abatelunare.tumblr.com/
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2 Commenti
Del Maggio 18, 2006 - 18:28
Aggiungo, dai mitici Ale e Franz: «E Larry?» «Larry è morto. Gli ho messo il veleno nel caffé» «Ma non è corretto» «Lo so, corretto è con la grappa»
ufj Maggio 19, 2006 - 09:13
Non faccio sesso da sei mesi Ho proprio bisogno di uno shampoo Il tempo passa E i cocci sono tuoi Una donna scende frettolosa da un autobus e urta un passeggero LUI: che foga! LEI: che cozzo! La strada per andare ad Osacca è talmente tortuosa Che ti viene da vomitare a guardarla sulla cartina Fratearrigo è sceso Quando cazzo riparte sta merda di mondo Ho fretta