Spalanco gli occhi, sette e quarantacinque. Sgratagratagratakrang le palpebre si sollevano col clangore di una serranda di negozio. Stacco la lingua dal cuscino, ma cosa cazzo ho bevuto ierisera? Quattro pinte di melma, ecco. Nello stomaco mezza dozzina di ratti prendono a calci i pezzetti di cibo ancora da digerire. Giornata in salita. Sette e quarantacinque, un cielo livido con due occhiaie che sembrano supernove collassate: il ritratto della mia faccia. Nuvole, pioggerella. Grigio morte. Non sono ancora uscito dal letto e sono gi? in ritardo. Giornata in salita. Mi isso in piedi e raggiungo caracollando il gabinetto, la vista è un senso ancora opzionale. Piscio nel lavandino, mi lavo i denti nel bidet e il culo nella tazza. Ingollo di fretta mezzo litro di spremuta d'arancio. Niente, ancora melma, qua ci vuole una tanica di colluttorio o una bomboletta di alito nuovo. Scendo in strada con le scarpe slacciate, la camicia fuori dai pantaloni, un'emicrania di quindici chili con guinzaglio e museruola ché non s'azzanni qualcuno. Dove cazzo ho parcheggiato??? Ah, eccola, l? in fondo, mai possibile che tutte le macchine di questo mondo, quantomeno di questa strada, siano lunghe uguali sporche uguali e dello stesso stronzissimo color clima? Salgo, gnigagnigagnigagniga non parte. Bene, così scendo, torno a letto e vadavialculo. Parte. Parto. Arrivo in ufficio spettinato, i lacci inzuppati penzolano dalle scarpe, la camicia fuori dai pantaloni mi fa somigliare a un serial killer, ma distratto. Timbro, mi siedo davanti al PC. Giornata in salita, oggi, eh sì.
Alberto Calorosi
Alberto Calorosi è nato a Genova nel 1972, vive e lavora a Parma. Nel 2007 qualche suo racconto è apparso sulla rivista La Luna di Traverso, sul quotidiano di Parma L’informazione e su un paio di antologie di racconti. È redattore di Tapirulan. Considera Fabrizio De André il più grande artista di tutti i tempi e si rammarica di non avere avuto l’opportunità di conoscerlo, anche solo per chiedergli cosa accidenti significa all’ombra dell’ultimo sole. Un giorno o l’altro imparerà a pattinare.
http://blog.tapirulan.it/ufj
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9 Commenti
robirobi Marzo 23, 2006 - 22:07
Mi chiedo: dopo la ciclopica fatica del risveglio e di ciò che seguiva, se la macchina non fosse partita,saresti tornato davvero a letto?
Del Marzo 25, 2006 - 20:38
Il mio personale benvenuto ai due nuovi collaboratori, Andrea e UfJ
Praudenzio Marzo 25, 2006 - 20:41
Macché ¨in salita¨, dai… il più è fatto! Sorridi!
claudio Marzo 27, 2006 - 14:18
amore sei uscito senza neanche darmi un bacio… claudio
UfJ Marzo 27, 2006 - 14:52
Mmmhh non so se sarei tornato a letto sul serio, ma la tentazione sarebbe stata comunque grande Ringrazio Del per il cordiale benvenuto Le mie scuse a Claudio. Smack ecco il tuo bacio. He he. UfJ
French Marzo 27, 2006 - 15:40
Anch’io do il benvenuto a UfJ, immagino che nel prossimo articolo descriverà questo strano rapporto con Claudio…
Lady Bell Aprile 03, 2006 - 13:05
Benvenuto Uf, per la cronaca Uf è un mio collega..ora capisco perchè lo vedo sempre uscire dall’ufficio del personale… per giustificare le ore di ritardo e di assenza!! Buona giornata a tutti :)
fratearrigo Aprile 06, 2006 - 11:06
Sì, le conosco anch’io quelle giornate un po’ così, nelle quali il burro sa di burro ma in fondo ci senti una puntina di merda…
claudio Aprile 07, 2006 - 15:29
UFJ è anche un mio collega e oltre a starmi un po sul cazzo, mi deve anche 5 euro. per quanto riguarda il burro lo credo bene che sa di merda in fondo se lo usi come me e UFJ.