Cari bambini, mi state sulle balle, cioè no… scusate, volevo dire ecco uno spazio dedicato tutto a voi.
Con le fiabe di Tapirulan voleremo sulle ali della fantasia (una frase meno idiota no eh?, ndRa) e faremo la conoscenza di tanti piccoli amici che spero finiscano insieme a voi contro un asteroide di medie dimensioni, cioè no, no, intendevo sopra una stella per raggiungere il regno delle fiabe (sei un pagliaccio, ndDel).
Eccoci arrivati, vedete là sulla collina? Quello è il castello del principe azzurro – un vero e proprio citrullo detto fra noi – e dopo la fiaba andremo tutti insieme a trovarlo. Ma ora sedetevi e ascoltate lo zio Topus che sta per raccontarvi la tenera storia dei piccoli Hord.
I PICCOLI HORD
Viveva una volta in Caledonia un vecchio mercante ebreo che applicava tassi d’interesse astronomici, ma questo non ha alcuna rilevanza all’interno della storia. Spostiamoci in un villaggio in cui viveva una coppia felice, gli Hord, entrambi con un buon lavoro, innamorati e senza mutui da pagare. Ogni mattina si alzavano e, prima di andare a lavorare, si guardavano negli occhi dicendo “Oh come siamo felici, ma sarebbe ancora più bello se arrivasse un bambino a coronare la nostra unione”. Ma il bambino non arrivava anche se la coppia si divertiva comunque a provarci. Un giorno la signora Hord, decisa a provare il tutto per tutto andò in chiesa e scongiurò il Signore di donarle un bambino, poi andò da un ginecologo per iniziare una cura per la sua fertilità.
Dopo pochi mesi rimase incinta e di questo ringraziò il Signore; al quinto mese, però, da un’ecografia scoprì di aspettare 12 gemelli e per questo ringraziò ancora una volta il Signore – perché è bene non protestare con lui – ma infilò uno stetoscopio nel naso al ginecologo. Dodici figli erano veramente troppi per le finanze degli Hord ma grazie ad una gara di solidarietà scatenatasi in tutto il mondo, riuscirono a racimolare un po’ di denaro.
Come al solito i telegiornali italiani millantarono il primato del loro paese nella gara di solidarietà, anche se l’unica cosa in cui primeggiarono fu l’enorme mole di servizi speciali, interviste e Storie di Verissimo che dedicarono all’argomento. Così il mondo aveva adottato i dodici bambini, ma fortunatamente dopo un anno il mondo si era già dimenticato di loro e ognuno potè seguire le sue inclinazioni naturali.
Il piccolo Nord aveva un carattere deciso e fin dai primi giorni di vita si distingueva dagli altri, anche nel modo di piangere: mentre tutti facevano “Ueee, Ueee” lui faceva “Uè terun, Uè terun”. Da piccolo giocava sempre a Celti e Romani e litigava con i bambini del villaggio a Sud. Era molto affezionato al suo cane Odino, un pastore tedesco, ma odiava il pesce rosso, Don Calogero, (molto apprezzato per la sua discrezione) e il canarino, Caruso, che cantava alla perfezione la melodia di “Te vojo bbene assai”. Caruso fu trovato impiccato alla cordicelle della zanzariera mentre la radio mendava “Quant’è bbello o’ mare”.
Erano alcuni giorni che cantava malinconico e si sospetta il suicidio. Quanto a Don Calogero sparì in circostanze misteriose e non fu più rivisto, forse sapeva chroppo miii… Il piccolo Lord invece era sempre sporchissimo e non restava mai completamente nudo per non essere pesato al netto. Riuscì non si sa come a fare carriera nella pubblica amministrazione in Italia. Venne seguito dal fratello, il piccolo Aord, che si trasferì in una borgata di Roma. Fece successo anche il piccolo Word (V 5.0) che venne assunto in una ditta per la videoscrittura; lui faceva il programma, nel senso che lo usavano per scrivere e spesso chiedeva aiuto al fratello, il piccolo Bord, che si occupava dei margini. Il piccolo Bord faceva cornici e cordoli, era un tipo schivo ed è sempre vissuto tranquillo, occupandosi degli emarginati. Ma non tutti ebbero successo, per esempio il piccolo Oord voleva fare l’astronomo ma quando si accorse che nel suo nome c’era una consonante sbagliata mollò tutto ed andò a vendere monili a Kuala Lumpur. Per non parlare del piccolo Sord e il piccolo Tord, sordo uno e tonto l’altro. Non si sa per quale motivo presero a vivere insieme e ciò che il piccolo Sord non sentiva gli veniva riferito dal piccolo Tord. Una simile coppia di carciofi non poteva durare a lungo e infatti persero tutti i loro averi investendo sul mercato di Singapore, su consiglio della società finanziaria “Il Gatto, la Volpe e Barbacastana”. Anche il piccolo Mord visse con grande detrimento, era idrofobo e venne rinchiuso in un pedile (canile per bimbi). Venne adottato da una famiglia di ricchi che lo abbandonarono in autostrada dopo un anno.
Ma chi ne passò di tutti i colori fu il piccolo Cord, sempre vibrante e teso. Divenne un Re, nel senso che un chitarrista lo usava come corda del RE. Poi passò nelle mani di un cow boy delle pampas che lo usava per catturare i vitelli; ha addirittura lavorato in Formula 1, dipinto di bianco e rosso ai margini della pista, ed era molto apprezzato tanto che tutti stringevano la propria traiettoria su di lui. Era molto richiesto nelle sagre paesane, soprattutto nel tiro alla fune. Inutile specificare il ruolo che ricopriva. Ma l’evento più drammatico fu la lite con suo fratello, il piccolo Gord, rude contadino. Gord prese il fratello e lo annodò ben bene, in modo tale che nessuno riuscì più a scioglierlo fino a quando un chirurgo di nome Alessandro lo liberò con un colpo netto di bisturi.
Infine il piccolo Ford (era un millecento), appassionato di motori, venne rottamato dal padre ad 11 anni (subito dopo la Fiesta di compleanno) per assumere una Golf per i lavori domestici.
Questa è la storia dei piccoli Hord così come mi fu raccontata.
Topus: Bene bimbi la fiaba è finita, adesso aspettatemi qui, vado a chiamare il principe. Quando sentirete suonare un corno correte tutti verso il castello saltando ed urlando. Va bene? Bravi!
[ Topus entra nel castello ]
Ciao principe! Ho sentito che un’orda sta per assediare il castello, vado a suonare il corno dell’adunata… TWOOOT… all’armi stanno attaccando il castello, vedete quella marmaglia, sono guerrieri halfling, fuori la pece bollente…

9 Commenti
Del Novembre 18, 2005 - 16:26
A proposito di fiabe e magia… per scrivere su Tapirulan mi è arrivato il curriculum di un sedicente mago Barbacastana… che faccio, cestino?
Steven Spielberg Novembre 21, 2005 - 11:34
Hai dimenticato il piccolo Lord, il più famoso, tanto che ci hanno fatto un film.
Topus Novembre 21, 2005 - 12:46
rilegga meglio signor spielberg 😉
Steven Spielberg Novembre 21, 2005 - 19:48
Effettivamente mi era sgusicato dagli occhi esimio.
Barbacastana Novembre 24, 2005 - 20:55
Esigo di essere ascoltato. Gli astri mi hanno rivelato che presto farò parte della redazione di Tapirulan!
Del Novembre 25, 2005 - 09:04
Taci, ciarlatano!
Ra Novembre 25, 2005 - 17:10
Ma Barbacastana… quello delle telenovelas?
Barbacastana Novembre 27, 2005 - 12:18
Io sono un mago, e voglio curare una rubrica di oroscopo sulle pagine virtuali di codesta bella rivista.
Pirla Novembre 27, 2005 - 17:45
… mi sono commosso…