In diretta da Dublino vorrei spezzare una lancia a favore degli autobus italiani. La mia esperienza irlandese ha mostrato come l'isola di smeraldo si sia guadagnata il primo posto nella classifica del peggior trasporto. Il bus irlandese, scricchiolante ed antiquato, in origine di colore verde e a due piani (double decker) è, vi assicuro, un luogo d'incontro e talvolta teatro di grandi performance canore. Mi riferisco al servizio notturno “Nitelink” dove i passeggeri in acuto stato di ebbrezza si improvvisano “Pavarotti and friends”chiudendo le loro esibizioni col rigetto del drink al posto dell'inchino. Che dire poi del 65B? Dovremmo forse attribuirgli il numero 1968? Pesante e lento, attraversa il bronx dublinese: tutti i passeggeri fumano passivamente ed attivamente hasch e visto che “il mattino ha l'hasch in bocca” si arriva al lavoro ebbri e felici con un sorriso un po' tonto stampato sulle labbra. Non perdete tempo a chiedere informazioni sulle fermate, ognuno vi darebbe un'indicazione diversa a meno che non abbiate un punto di riferimento sicuro…come il nome di un pub limitrofo per esempio! E se tenete d'occhio dove si formano le lunghe file di lettori di quotidiani, li troverete il bus stop. Una delle più celebri cartoline nei negozi di souvenir rappresenta uno scheletro seduto alla fermata del bus che, per ingannare il tempo, legge il giornale e a quanto pare i giornali locali testano quotidianamente la loro capacit? di intrattenimento del lettore. I ritardi possono variare dal quarto d'ora accademico all'ora se si è fortunati. Si verificano casi in cui il bus arriva e il conducente, rigorosamente a porte chiuse per timore dei passeggeri, cambia l'indicazione del capolinea tra le grida e le maledizioni dei dannati in attesa del trasporto. Alle fermate sono stati anche soppressi i cartelli con gli orari e la domanda è lecita: “Saranno stati distrutti da utenti infuriati durante le attese estenuanti del Caronte Nocchiero?” Occorre però sottolineare con quanto 'trasporto' e devozione i conducenti o “bus driver” svolgono la loro missione; con tono cordiale si prodigano nel dare informazioni turistiche su luoghi da visitare, consigliano il pub che ha la miglior pinta o dove si mangia un ottimo fish & chips. In realt? si potrebbe togliere il cartello “Non parlare al conducente” visto che loro per primi attaccano bottone. Si rivolgono agli utenti soprattutto femminili, con l'appellativo “LUV”(love) e qualcuno non ha forse detto “amor c'ha null'amato amar perdona?” Così all'arrivo del bus, dopo un'ora di ritardo, si ringrazia il conducente per essere giunto come il principe azzurro a cavallo di un verde destriero….e viaggiarono tutti felici e contenti.
Roberta Campana
Dopo essersi laureata in lingue, ha trascorso diversi anni all'estero tra Irlanda e Spagna. Ora vive e lavora a Parma.
https://www.tapirulan.it/author/ladybell/
Categorie
- Arte (1)
- Articoli (180)
- Fotografia (1)
- Illustrazione (6)
- Musica (27)
- Non categorizzato (1)
- Poesia (812)
- Racconti (482)
Ultime opere
- Giovane canaglia 17 Maggio 2020
- La pasta 17 Maggio 2020
- Il bambino miliardario 17 Maggio 2020
- Cosa fissa la mucca? 17 Maggio 2020
- Qualcuno che ti assomiglia 17 Maggio 2020

3 Commenti
U'fJ Marzo 22, 2006 - 11:34
Ciao Ladybell ti facevo in un posto più esotico. Gli antichi amori… Quando ho un minuto ti/vi racconto la mia, di Irlanda. Nel frattempo un saluto dal piano di sotto.
fratearrigo Aprile 06, 2006 - 11:13
Io sono stato solo in un posto. Scozia. Era il luglio del 1900 non mi ricordo più cosa. Frequentavo il liceo. Tredici anni e mezzo. Le donne del gruppo non mi prendevano nemmeno in considerazione. Pioveva dal lunedì al sabato. La domenica, un sole che frantumava le pietre. Tornato in Italia mi sono preso la bronchite. Prima o poi racconterò da questi scherni cosa mi successe un lunedì scozzese di quelli che Fantozzi altro che le pippe mi fa…
Bilbo Aprile 08, 2006 - 20:38
Grazioso.