Ormai da qualche anno siamo di fronte ad un fenomeno mediatico molto significativo: il proliferare dei cosiddetti reality show. Personalmente approvo pienamente questo genere di programmi, la finzione assurda che regna nel cinema ha ormai stancato, ed è giusto che la realtà emerga: è giusto che il telespettatore sappia che se si riceve un calcio volante sulle gengive, come minimo si perdono venti denti, non è come nei film che la gente si rialza illesa. Ecco perché anche Tapirulan vuole favorire lo sviluppo dei suddetti programmi ed ha deciso di organizzarne alcuni. Certo, rimangono progetti sulla carta, servono in primo luogo fondi per realizzarli, nondimeno occorrono i partecipanti: molte persone, finalmente il reality show non sarà più riservato a pochi fortunati, ma sarà esteso alla massa, ai tanti che vogliono mostrare la propria realtà. Forse la vera svolta è proprio questa: renderli accessibili a tutti.
I reality progettati sono, per ora, tre:
“L’isola degli stronzi”
“Il Grande Bradipo”
“La Sfattoria (1969)”

L’Isola degli stronzi

Le selezioni preliminari prevedono il reclutamento di mille persone, in linea di massima 500 uomini e 500 donne, di età compresa tra i 18 e i 22 anni. I candidati devono affrontare un colloquio con uno psicologo che cercherà di determinarne il “tasso di stronzaggine”, ovviamente coloro che lo hanno più elevato sono avvantaggiati ai fini della selezione. Ma verranno scelte anche venti persone con un tasso molto basso, i cosiddetti “buoni come il pane”. Questi ultimi servono da catalizzatori della stronzaggine altrui. Terminate le selezioni, i mille partecipanti (da ora in avanti, detti “i mille”) sono condotti su un’isola deserta, ma non selvaggia. Sull’isola, infatti, “abbastanza grande per non esser definita scoglio, e abbastanza piccola per capire che ci si trova su un’isola”, sono presenti strade, parcheggi, case, la posta, un grande bar con bisca annessa, una stazione dei vigili urbani, e la filiale di una grossa multinazionale. I mille, sbarcati sull’isola, dovranno subito accaparrarsi un’automobile e una casa, beni che, peraltro, non saranno disponibili per tutti. Dovranno poi sgomitare per un lavoro, insomma creare dal niente una piccola comunità organizzata. La trasmissione andrà in onda 24 ore su 24, e si prevede anche una sintesi di 30 minuti in cui verranno trasmesse le azioni più infami dei partecipanti: scene di lotta per aggiudicarsi una casa, per trovare parcheggio, litigi insensati coi vicini, scene di maltrattamenti e iniquità assortite nei confronti dei “buoni come il pane”, imbrogli e minacce nella bisca, scene di arrivismo nella multinazionale, squalismo tra colleghi, ecc. Il gioco non ha una durata prestabilita, vince chi riesce a conquistare il potere nell’isola.

Il Grande Bradipo

Questo show è molto semplice e interessante dal punto di vista sociologico, ma la sua realizzazione è in forse dal momento che fatica parecchio a trovare dei finanziatori. La ragione dello scetticismo sulla sua produttività è presto detta: si prevede che avrà pochissimo pubblico. Considerando che lo scopo del gioco è che non succeda assolutamente nulla per tutta la durata del programma, il suddetto scetticismo trova la sua giustificazione. Ma andiamo con ordine: cento persone vengono condotte in un centro sportivo moderno e oltremodo attrezzato. Precisamente in un grande salone dove sono disposti i cento letti che li ospiteranno. Saranno tutti invitati a indossare il pigiama e a calarsi sotto le coperte. Da quel momento in avanti non potranno più fare niente se non stare sdraiati a letto, alzandosi non più di cinque volte al giorno per espletare i propri bisogni fisiologici. Il tragitto che conduce verso i servizi igienici è costellato di insidie allettanti, tipo: vista sulla piscina e sulla palestra, dove ragazze dal fisico mozzafiato invitano il concorrente a fare la sauna, massaggiatrici sexy occhieggiano maliziosamente, ragazzi prestanti richiamano le ragazze a fare un po’ di palestra… Chi cede alla tentazione di abbandonare l’ozio totale in cui si trova, viene immediatamente eliminato e, per punizione, è costretto a inseguire pedissequamente una tartaruga per 3 giorni. Anche questo reality show non ha una durata prestabilita perché non si può prevedere per quanto tempo i partecipanti riusciranno a mantenersi inoperosi. Potrebbe durare 24 ore come un mese, un anno o diversi anni. Al vincitore, che avrà il diritto e dovere di non lavorare mai più, viene garantito un vitalizio che gli permetterà di condurre una vita agiata e oziosa.

La Sfattoria (1969)

Quest’ultimo è forse il più interessante perché affianca al tradizionale valore sociologico di ogni reality show, una grandissima attenzione alla ricostruzione storica. I partecipanti, infatti, che in questo caso saranno addirittura centomila, verranno proiettati alla fine degli anni ’60. La peculiarità di questo reality è la durata: soltanto tre giorni. Come anticipato, verrà prestata una cura particolare per i dettagli dell’ambientazione e dei costumi: i partecipanti, infatti, saranno tutti vestiti secondo la moda del tempo, con pantaloni a zampa, camicie attillate e scarpe con la zeppa, e verranno condotti a bordo di Maggiolone, Due Cavalli e Westfalia nei pressi della ridente cittadina di Woodstock. Lì avranno l’immenso onore di sentire i concerti delle più grandi rock band dell’epoca e forse di sempre. I sosia di Jimi Hendrix, Santana, Joe Cocker, Ten Years After saranno lì, pronti a scaraventare migliaia di Decibel sui fortunati presenti. Mimetizzati tra i partecipanti, verranno sguinzagliati degli spacciatori in grado di fornire tutte le droghe allora disponibili sul mercato. Piccola curiosità: gli spacciatori sono veramente tali ed hanno almeno una condanna di cinque anni alle spalle. Scopo del gioco è drogarsi il più possibile (cercando comunque di rimanere in vita: condizione indispensabile per essere dichiarati vincitori) e avere rapporti sessuali con il maggior numero di persone (non importa se del sesso opposto o dello stesso sesso…). Grazie a questi due parametri, monitorati costantemente da speciali microcip, una giuria qualificata potrà stabilire il vincitore. Coloro che, nonostante gli abusi di alcol e droghe generalizzato, non riusciranno ad avere alcun rapporto sessuale, subiranno una sanzione di dieci mila euro. Al vincitore verrà offerto un periodo di disintossicazione in una clinica specializzata.

← IL POLLO
TRIGESIMO →