Achille e Aiace
Il gioco dei dadi che andavamo tentando forse fu l’unico che ci fu dolce. Io non ricordo il vincitore, forse tu dimentichi che avevano freddo sotto le armature. Il tempo ha invaso le astuzie di torpore e noi siano ormai…
Il gioco dei dadi che andavamo tentando forse fu l’unico che ci fu dolce. Io non ricordo il vincitore, forse tu dimentichi che avevano freddo sotto le armature. Il tempo ha invaso le astuzie di torpore e noi siano ormai…
Tu sarai per gli uomini l’auriga gelido e splendente del dorico bronzo vestito. Ma i tuoi cavalli da tempo ti hanno abbandonato. E adesso sei solo come il dolore di ogni altro uomo.
Mai udirete la mia voce chiedere, ma fra tanto correre vorrei un attimo che fosse solo mio, un tempo breve per somigliare a una donna di carne, leggera di distrazione viva di naturalezz. Un attimo ancora e sarò pronta.
Sono sola nel mio profondo suolo dove i morti camminano e sussurrano fruscii senza tempo vuoti delle risposte che io non so capire senza il male del mondo, che distrae e avversa l’anima sfinita dalle angosce.
I tuoi occhi erano laghi di lacrime in cui danzavano rami d’autunno Sulla tua bocca spezzata mettesti un manto di nebbia e incudine sulle tue mani Ragazzo azzurro le tue braccia infinite non possono più cingere il mio incessante ostinato…
È quel punto dove una riga a volte netta e a volte sfumata divide il tessuto vellutato del viso da quello potenzialmente turgido e sempre umido delle labbra.
Ho consumato le mie 24 ore quotidiane ma non ho trovato le istruzioni per l’uso e gli effetti collaterali.
Non percepisci nell’aria i miei pensieri? Ti sto cercando. Ma tu ricevi i suoni di una radio e immagini TV.
Presto la poesia bisogna fare e davanti a tutti la si deve recitare se del nostro gioco non ti importa alzati ed esci dalla porta ed io anche se sarò la sola su quel foglio non scrivo nemmeno una parola.
Al mattino ho l’ansia per farmela passare un Roipnol devo ingurgitare; al pomeriggio la palestra l’anfetamina allor mi desta; alla sera una ragazza devo incontrare un altro Roipnol devo mangiare; dato che alle ventidue mi addormento lei mi nega un…
Non riesco a trovare in te un essere pensante sbrodoli citazioni dati immagazzinati e mai capiti. Non riesco a trovare in te niente di più della tua immagine che ammiri nello specchio.
Scappo mi nascondo scendo le scale e sei lì accenno un sorriso con una scusa riprendo la fuga. Il telefono sono sola, rispondo e sei tu ti urlo ti amo riattacco un’ora di tranquillità.
Solo una cicatrice, un segno appena, un danno ancora che si aggiunge al danno. La strada è presa, la discesa invita a lasciarsi andare giù, fischiettando, le mani che abbandonano i manubri, lietamente, verso l’estremo schianto.
Chissà se qualche volta, all’improvviso, ti tornerò alla mente, insospettato, e se furtiva mi sorriderai, reclino il capo sul suo petto nudo; trepida e gaia, culla di un segreto che il più gentile degli inganni schiude.
Ricordo che talora un temporale, spezzando l’affannoso pomeriggio, e grida e corse raggelando al colmo, ci costringeva a riparare in casa. Come ad un tradimento sbigottivo, a una nota stonata, un passo falso, certo che viva luce, e intatto bene,…
Ti aspetto qui, dove pietà ci scarna, dove da opposte, taciturne sponde ci salutiamo al cenno della mano. Certo non basterà questo a salvarmi, non sarà questo, mai, essere uomo.
Accetto su di me lo scorno e il male: la vita stagna nell’acqua più bassa. Guazzano lenti tra fanghiglia e sassi, non conoscendo le acque profonde ove illesi nuotano i mostri.
Un posto vale l’altro per finire; da qui si vede il mare, e un sole opaco affonda in un tramonto sciatto e vile di retro agli ultimi ombrelloni chiusi.
Invidio il letto del fiume rispetto al mio è molto più grande. Invidio anche il fiume che sta tutto il giorno nel suo letto.