Ci sono gruppi che un appassionato di musica rock (ma diciamo pure ogni essere umano) non può ignorare. Sono i classici, gli immortali, quelli insomma che hanno dato un contributo essenziale alla storia del genere: Pink Floyd, Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Jethro Tull, Deep Purple, Rolling Stones, Beatles, e non continuo l’elenco perché altrimenti mi passa la voglia di scrivere e vado direttamente ad ascoltarmi uno dei loro dischi.
Poi ci sono i gruppi che hanno contribuito alla tua di storia, il ché, forse, è ancora più importante. E in questo caso non importa se sono celebri oppure no, se il loro valore è universalmente riconosciuto oppure no. Sono importanti per te, punto e basta.
In questa speciale categoria, per quanto mi riguarda, hanno un primato indiscusso i Disneyland After Dark, ora D.A.D.
Immagino che a molti questo nome risulterà sconosciuto, me ne dolgo e per questo desidero presentarveli, approfittando dell’uscita del loro ultimo album, che è un dvd, la registrazione del loro concerto al Festival Rock di Roskilde. Titolo: Scare Yorself Alive.
I D.A.D sono un quartetto danese che si è formato nei primi anni ’80, composto da Jesper Binzer, Jacob Binzer, Stig Pedersen e Peter Jensen, dal 1999 sostituito da Laust Sonne. Non intendo scrivere una biografia del gruppo, non mi va, ce ne sono chissà quante su internet, a cominciare da quella ufficiale presente sul loro sito (www.d-a-d.com). E nemmeno recensire il loro ultimo album o i precedenti, il mio giudizio non sarebbe obiettivo. Mi accontento di raccontarvi come ci siamo conosciuti.
La prima volta li ascoltai per caso. Un loro pezzo, Sleeping My Day Away, era contenuto in una compilation di gruppi vari, quelle catalogate dalla misteriosa sigla AAVV, prestatami da un amico (Faber). Rimasi subito folgorato da quella canzone, la riascoltavo in continuazione: un rock travolgente, melodico, roco. Era uscita cinque anni prima, singolo trainante del loro album di maggiore successo, No Fuel Left For the Pilgrims, che riuscii a trovare in un negozio solo qualche mese dopo. Un album imperdibile.
Per diverso tempo ho cercato di recuperare tutti i loro dischi, operazione non sempre facile in Italia. In un altro negozio rintracciai Riskin’ It All, album del 1991 d’eccezionale energia e bellezza. Canzoni quali Grow or Pay e l’acustica Laugh ‘n’ a 1/2 sono tuttora un punto fermo nella mia programmazione musicale.
Durante un viaggio a Parigi trovai il loro primo album del 1986, Call Of The Wild. E via dicendo. Sembrava di fare una caccia al tesoro. In ogni città in cui vado, c’è sempre la visita di rito in qualche negozio di dischi, in quel periodo c’era anche una domanda di rito: avete qualche album dei D.A.D?
Quando li conobbi io era il 1994, erano già trascorsi tre anni dall’uscita del loro ultimo album, il magnifico Riskin’ it all di cui ho fatto cenno poc’anzi. Da tre anni, più nessuna notizia. Sulle riviste musicali nemmeno una riga, e internet, be’ quello per me era ancora un concetto incomprensibile. Temevo che non esistessero nemmeno più, che si fossero sciolti seguendo un destino abbastanza comune a molti gruppi rock. “Divergenze musicali”, abusi di sostanze stupefacenti o di alcol, litigi tra cantante e chitarrista… Mah.
Poi, un giorno, il mio amico Topus giunse a scuola (si era ancora giovani e baldi liceali) con la notizia che i D.A.D avrebbero fatto un concerto a Milano di lì a poco, una tappa del tour in occasione dell’uscita del nuovo album Helpyorselfish (1995). La mia felicità era triplice: esistevano ancora, era uscito un nuovo album, io e Topus saremmo andati a vederli in concerto! Andare ad un concerto a Milano rappresentava, già di per sé, una mezza avventura: partire in treno da Cremona nelle prime ore del pomeriggio, prendere la metropolitana per qualche locale che solitamente si trovava nella sperduta periferia, per poi ritornare a casa all’alba, col primo treno del mattino seguente.
Quel concerto rimarrà per sempre nel mio cuore, insuperabile per le emozioni provate, ma anche per l’intensità con cui fu vissuto. Il pubblico non era affatto numeroso, pochi ma buoni si usa dire per consolarsi. Io e Topus non smettemmo nemmeno per un istante di saltare, cantare, urlare, ballare, pogare, incitare, e così fecero tutti i presenti. A fine concerto eravamo stremati, c’è una foto in cui io e Topus ci troviamo stravaccati su di un divanetto del locale, sembriamo distrutti (e lo eravamo), ricordo perfettamente che le nostre magliette erano completamente madide di sudore.

French e Topus al concerto dei D.A.D.
Quell’ultimo album, Helpyorselfish, mi aveva inizialmente sconcertato, era completamente diverso rispetto a quelli che conoscevo, più cupo, più duro, non era un rock frizzante e allegro come quello dei precedenti. Lo apprezzai più lentamente, soprattutto mi preparò a comprendere gli album successivi, sempre diversi, ma inconfondibili. Nella loro più che ventennale carriera i D.A.D. hanno composto canzoni country, rock and roll, hard rock, punk, heavy metal, grunge, pop, nello stesso modo con cui hanno cambiato nome: prima Disneyland After Dark, divenuto D.A.D per problemi legali con la Disney, poi D:A:D, D-A-D.
Nel 1998, tornarono in Italia, non potevo certo mancare al loro unico concerto nella penisola. Questa volta andai con mio fratello Slim. Altra serata speciale, altro concerto indimenticabile. Con un valore aggiunto, una fortuna che hanno in pochi: quella di stringere la mano del proprio cantante preferito. Incontrai Jesper Binzer a fine concerto, si fece persino una foto insieme: io, lui, mio fratello; mi regalò anche il suo plettro a forma di teschio di bufalo, simbolo del gruppo. Con questa premessa, si può ben intuire che l’uscita del loro primo dvd live sia stato davvero un’evento straordinario per me.
Scare Yourself Alive poteva farmi rivivere le emozioni dei concerti in cui ero stato presente in carne ed ossa. Tra la fine degl’anni Ottanta e i primi anni Novanta, al culmine del loro successo commerciale (che al contrario di quanto si possa credere, non fu esiguo), i concerti dei D.A.D erano anche uno spettacolo esilarante e fantasioso: sul palco troneggiava un enorme divano, alto quanto due persone, su cui Peter Jensen massacrava la sua batteria, e Jesper e Jacob Binzer saltavano instancabilmente strapazzando le chitarre. Stig Pedersen indossava un casco d’aviatore dal quale partivano razzi infuocati mentre suonava il suo anomalo basso a due corde, a forma di missile. A fine concerto il divano si ritrovava in condizioni pietose.
Niente di tutto ciò nei concerti cui ho assistito io, quei fasti erano già finiti. Niente di tutto ciò in Scare Yorself Alive, i nostri hanno ormai varcato ampiamente la soglia dei quarant’anni… Eppure non rimango deluso dal dvd, quel divano, come simbolo dell’esplosione d’energia che scatena il loro rock, è ancora sul palco, Jesper e i suoi non si sono seduti però, continuano camaleontici a cambiare musica, rimanendo coerenti, unici. Sono di fronte a una folla immensa, mica come i quattro gatti che c’erano a Milano, agguerriti per carità ma sempre quattro gatti: in Danimarca e in molti paesi nordici hanno tuttora largo seguito.
Io mi sento lì. Questo fanno i gruppi che hanno contribuito alla tua storia, ti fanno sentire lì, anche quando non ci sei.

25 Commenti
French Settembre 04, 2006 - 16:07
Giovedì 28 settembre 2006 al Transilvania di Milano, i D.A.D torneranno finalmente in Italia! Accorrete numerosi e non rimarrete delusi! Mi offro come organizzatore di una spedizione al concerto…
guallo Settembre 05, 2006 - 00:52
Porcadiquellagran…!!!! Torno dalle ferie e mi trovo questa notizia pazzescabarraassurda…:i D.A.D. LIVE in Italia!! Sai che sarai da solo a vederli? …ma non ti preoccupare, in questo viaggio al centro del nulla ci sarò anche io, non ti abbandono. Porto anche le due corde che mancano al bassista. Ever stima e rispetto Gualà
Jocre81 Settembre 17, 2006 - 22:42
Ciao sono Jocre81, navigando in qua e la ho trovato l’articolo dei D-A-D, è un gruppo che non conosco vorrei saperne di più.French quello ke hai scritto mi ha davvero incuriosita,io non mi intendo di musica straniera e ciò mi taglia già fuori dal mondo …ma ho voglia rimediare alla mia ignoranza, inizierò proprio dai D-A-D e magari se riesco andrò pure al concerto me lo auguro. Sono stata in un negozio di dischi ma i cd vecchi di loro non l’ho trovati. Secondo voi è possibile trovarli nei mercatini? A proposito vorrei sapere come si pronuncia la sigla D-A-D in modo da poter provare a chiedere in giro…; Fatemi sapere cia Jocre
Settembre 17, 2006 - 23:48
per i D-A-D sarà facile trovare i biglietti? è meglio acquistarli in iternet?
Pando Settembre 17, 2006 - 23:51
Mi potreste fare una lista di tutti i cd che hanno fatto i D.A.D ; Qual è il Cd dove loro fanno canzoni Country
Settembre 17, 2006 - 23:53
Ciao dove posso trovare magliette ed altri accessori del mitico quartetto danese i D-A-D? Poko
Ciuky Settembre 17, 2006 - 23:57
Ciao bella recensione, non è facile trovare del materiale su di loro… i miei amici non li conoscono… come mai in Italia non sono tanto diffusi. Non si sente mai parlare di loro, sò ke in germania fanno addirittura 9 tappe del loro tour ed invece in Italia solo una. Ciuky
Emanu Settembre 18, 2006 - 00:00
i cd di loro sono introvabili si trova solo l’ultimo ke è uscito, mentre invece su ebay ce anche un altro oltre all’ultimo ma il resto della loro carriera è introvabile. Ema.
French Settembre 18, 2006 - 12:44
Ringrazio tutti per l’interesse all’articolo, cercherò di rispondere a tutti.
I D-a-d (pronuncia: di-ei-di) hanno sino ad oggi pubblicato 9 album in studio:
1-Call of the wild (1986)
2-D.a.d draws a circle (1987)
3-No fuel left for the pilgrims (1989)
4-Riskin’ it all (1991)
5-Helpyourselfish (1995)
6-Simpatico (1998)
7-Everything glows (2000)
8-Soft dogs (2002)
9-Scare yourself (2005)
e tre album live:
1-Osaka after dark (1990)
2-Psycopatico (1998)
3-Scare yourself alive (2006)
Poi sono uscite raccolte, singoli, bootleg. Si possono acquistare tutti sul loro sito internet (www.d-a-d.com), personalmente ne ho presi 5 o 6 sul loro sito e posso dire che sono affidabili. Anche magliette o roba varia si può acquistare sul sito. Se si trovaranno facilmente i biglietti per il concerto non lo so dire, lo spero proprio! Io andrò sicuramente al concerto di Milano e non credo proprio riusciranno a tenermi fuori! Se qualcuno desidera avere del materiale su di loro me lo comunichi (anche con una mail privata), e magari lo porto al concerto!
UfJ Settembre 18, 2006 - 15:57
Biglietti, facile: www.ticketone.it. digitate d.a.d. in ‘cerca’ e poi cliccate su ‘biglietti’. Leggo: Transilvania, 17.25 Euro inclusa prevendita. Vendite aperte.
French Settembre 18, 2006 - 16:37
Grazie UfJ per il contributo. Ho dimenticato anche di rispondere a chi mi chiedeva in che album hanno fatto canzoni country… Nel primo album (che è veramente molto diverso da quelli successivi!)
Gualà Settembre 29, 2006 - 17:03
Hardrockalyps now. Nella notte insapore di una suburbia milanese stanca, un virus si è insinuato nell’esistenza di quattro rockers danesi, il nostro occhio. Vigile, mai domo e affamato ha cercato di carpire il segreto che porta questa band a dominare palchi di tutto il mondo ormai da decenni. Le nostre ricerche hanno portato a poco e, penitenti come al solito, ci siamo dovuti inchinare all’altare dell’Hard Rock. Il Transilvania si è tramutato da granello di sabbia nell’universo a punto focale dell’esistenza premetallara globale, il merito di questa mutazione va tutto ai signori D.A.D (meglio conosciuti come di-ei-di vedi French) . Lawrence of Suburbia ha aperto i cancelli del tempio e duecentocinquanta fan scatenati hanno potuto devastare tutto ciò che gli stava attorno, ma era solo l’inizio, Jesper con voce eterna, assieme ai suoi moschettieri erano pronti a regalare una performance superlativa sotto ogni aspetto. Drogato all’inverosimile di adrenalina e… l’istrionico Stig Pedersen dall’alto delle sue due corde ha mostrato a chiunque (Gene Simmons per primo) che all’osceno non vi è limite, sfoderando alcuni dei bassi incredibilmente più assurdi che un liutaio ubriaco e un po’ stronzo potrebbe mai fare. Tutto faceva scena e tutto era necessario, arrichendo in modo superlativo un esibizione eccitante, che andava proponendo una cavalcata di successi utili a far conoscere i D.A.D in tutto il pianeta. Passando da Everything Glows a una monumentale, inossidabile, erosiva Sleeping my day away dove Jacob Binzer ha sottolineato la serata con un assolo strappa mutande, dove orde di femmine inferocite hanno incominciato a strapparsi il perizoma lanciandolo sul palco come pegno sacrificale a un dio inesistente, ma per puro godimento e illusione rivelatosi sulle sei corde di un felicemente dannato Jacob . Mentre il pogo proseguiva le note si decontestualizzano dalla scaletta e legavano il pubblico ad un’ignifuga maglia di sudore, gioia, rabbia e devozione verso i loro eroi e qui il batterista Laust Sonne ci faceva vedere per l’ennesima volta l’incapacità storica di Ringo Star e come se qualcuno gli avesse morso il culo, ha incominciato a pestare tre tamburi, un charlie e due piatti di una batteria minimale, anti metallara (perché no…Brutta!) mostrandoci che gli attributi non li ha solo due spanne sotto l’ombelico. Ormai tutta la fauna femminile era sufficientemente vaselinizzata per arricchire il proprio patrimonio interiore con carne di maschio, riuscendo così a evocare la triade della banalità rockettara Sex, Drug & Rock & Roll , mancava solo una canzone per esaurire l’orgia collettiva, quattro note, un accendino e lingua in bocca a go go… mancava solo lei, osannata, richiesta, minacciata, proposta, supplicata, ma…niente da fare Laugh’n’half non l’hanno eseguita, unica nota dolente di una serata semplicemente maiuscola, probabilmente non suonata in via del tutto precauzionale, dopo l’ennesimo perizoma volato sul palco i nostri eroi hanno voluto limitare i danni di un’eventuale orgia o battaglia degli ormoni. Travolgenti e irrefrenabili, scomposti e sincopati i D.A.D. hanno dominato un palcoscenico troppo stretto per la loro fama, il nostro augurio è quello che tornino presto a trovarci, almeno per concludere l’orgasmo interrotto al quale hanno dato vita. Grazie ai miei insostituibili compagni di viaggio e alle loro orecchie che hanno sopportato le mie stron… sempre stima e rispetto.
French Settembre 29, 2006 - 20:11
Ebbene sì, ieri sera una nutrita compagine di fan è partita da Parma per andare al concerto dei D.A.D, di cui il nostro Gualà ha fatto così pregevole recensione. Abbiamo anche fatto una foto a Jesper Binzer con la maglietta di tapirulan…
sono soddisfazioni…
Topus Settembre 29, 2006 - 21:31
bella la foto con jasper! e vedo che rimane una costante finire il concerto completamente madido di sudore… 😀
Del Ottobre 01, 2006 - 18:16
Deh French, sai che vicino all’uribile Binzer sembri quasi una personcina decente?
UfJ Ottobre 02, 2006 - 18:13
…orde di femmine inferocite che si strappavano il perizoma… ° ° <-- (gocce di bava) ° gaaak ...ed io, stessa sera, in mezzo a cinquanta scatasciati pressoché tutti maschi ad assistere alle elementari eppur fatiscenti architetture noise dei gallon drunk ah ma la prossima volta io vado a vedere ROBBIE WILLIAMS!! altroché! ...e complimenti per la recensione
French Ottobre 03, 2006 - 18:37
¨…orde di femmine inferocite che si strappavano il perizzoma…¨ Be’ forse Gualà ha un po’ esagerato… però confermo la presenza di una metallara indossante minigonna inguinale e autoreggenti leopardate, nonché un body a balconcino.
Gualà Ottobre 04, 2006 - 18:50
Ho esagerato?????!!!!…non è assolutamente vero. Va ricordato che il French in preda ad una crisi mistica, ha passato la maggior parte del tempo a POGARE, quindi si è perso un pulman di groopies assatanate che felicemente ha vestito la notte di motivanti pensieri sconci…W il perizzoma e ancor prima W la Fi..!!! Stima e rispetto
kiesa Luglio 05, 2007 - 23:37
Il divano mi riconduce inesorabilmente al gruppo che ¨ha contribuito alla mia storia¨: i Cranberries. Nei primi due album le copertine ritraevano il gruppo sul divano. E da quando io ho sentito le loro canzoni sono stato trascinato nel vortice di una passione intoccabile. Per cinque anni ho atteso che terminasse il loro silenzio finche quest’estate Dolores O’Riordan anima e voce del gruppo è tornata col suo album e col suo canto ammaliante. E’ vero non sarà la storia del rock, ma quando un gruppo o un cantante incide sulla tua storia il solco va più in profondità
PORKETTARO Luglio 07, 2007 - 18:56
HAI RICICLATO UN TUO ARTICOLO DI TAPIRULAN2 O 3 DEL 1994??
French Luglio 09, 2007 - 13:22
Caro Pork, so che hai buona memoria, ma in questo caso ti sbagli: non ho riciclato, ho solo fatto un nuovo articolo sul mio ¨gruppo preferito¨, dopo 13 anni hanno fatto molte altre cose che giudico strepitose. Insomma dovevo aggiornare l’articolo precedente. Sottoscrivo l’ultima affermazione di Kiesa!
Porkettaro Luglio 11, 2007 - 13:57
SIMPATICO!! (So che solo tu hai colto la citazione)
French Dicembre 23, 2008 - 01:53
Eccolo: ¨Monster Phylosophy¨, il nuovo album dei D.A.D. Il decimo album in studio. Album splendido con 13 canzoni di altissimo valore. Consigliato caldamente!
French Settembre 11, 2009 - 15:15
Dopo tre anni, i D.A.D tornano a suonare in Italia. Addirittura due date: il 9 novembre a Milano, il 10 a Bologna. Il comunicato stampa ufficiale dice ¨dopo lo straordinario successo del 2006…¨, sarà… A me non sembrava ci fosse tanta gente, ma quella che c’era, be’ quella era veramente assatanata. Anche in questo caso il mio supporto al gruppo non mancherà e chiunque si vorrà unire sarà il benvenuto.
UfJ Settembre 11, 2009 - 17:55
venire, verrei anche volentieri… …se solo qualcuno si degnasse di fornirmi gli album che mi ha promesso tre anni fa… dico, tre anni fa. e6de