Concerto dei Toto – Mantova, Palabam, 1 aprile 2007

Sono passati nove giorni ormai, stento quasi a crederlo già mi mancano, non pensavo fosse così dura accettare la distanza che mi divide da quella sera.

Arrivo trafelato dopo aver attraversato un traffico illusorio, parcheggio in modo rocambolesco tra un cassonetto, un cammello e una caffettiera, scendo, corro senza ritegno verso il luogo dell’appuntamento, mastico e sputo gli ormai leggendari perizomi tigrati lanciatimi da un manipolo di groopis appositamente appostato sopra un traliccio della luce, intento a preparare il solito agguato domenicale alla rockstar di turno. Con indifferente invidia cerco di non dar peso alla cooperativa di tette sopra di me, affretto il passo mi accendo una sigaretta cerco con lo sguardo il mio compare, è in ritardo… no! No, in realtà sono io ad essere memorabilmente in anticipo!

Non ci posso credere, mi attardo un secondo a ritirare il premio per questa mia straordinaria impresa, bacio la valletta stringo la mano al presidente di giuria, ringrazio i miei familiari, mi atteggio come un divo, due foto e… finalmente è arrivato il mio amico. Un saluto eterosessuale accompagna la felicità di vederci nel mentre, in anticipo sul reciproco stupore, i nostri occhi puntano una venticinquenne maggiorata. Ma biglietti alla mano, gambe in spalla e con le voglie tra le mutande della virago da materasso appena vista, proviamo a dirigerci verso l’ingresso del palazzetto.

Manifesti appesi, urla deliranti, aromi di cannoni più che sull’isola di Navarone, va tutto bene non ci siamo sbagliati siamo arrivati al concerto. Ad un tratto non vedo più il mio collega, mi giro, “eccolo!”. Ancora ipnotizzato da due glutei selvaggi recinti da una ringhiera assassina che occlude la visuale a chi di ormoni ne ha da vendere. Provo a traghettare via dagli inferi vaginali il sognante compare, ma niente da fare, pure io cado nel tranello, pago dazio. Spingo l’amico via da quella donzella, scivolo sulla sua, o forse mia, bava strisciamo fino al primo anello, alziamo lo sguardo e vediamo il terzo moschettiere della serata. Solerte ci avvisa che i  posti ci sono e fanno cagare, sono i nostri!

Accolti con tutti gli onori dalla banda del paese dei cazzi nostri, ci arrampichiamo sulla montagna di carne umana che ci divide dai nostri due riservatissimi “scranni”.

Limoniamo appassionatamente Porthos e lo ringraziamo di averci trovato due dita nel culo come sgabelli, ci presentiamo alla sua amica che già si pente di averci stretto la mano e vorrebbe essere ovunque tranne lì, ma con pazienza femminile sopporta e compatisce i tre deliranti fetusi.

Ci aggiorniamo sulle recenti attività del cardinale Richelieu, Ozzy Osbourne e Maga Magò, nel frattempo vedo Aramis che mi guarda e piange. Il suo dito indice punta qualcosa dietro le sue spalle… Miledy godiva project a gambe aperte! Una figa snodata è la compagna di banco del nostro eroe! Lo invidio ma non lo scavalco, cedo amabilmente il passo consigliando al collega sovraccarico di ormonella di stampare le proprie impronte digitali sui glutei “rokkeggianti” di Miledy, insomma:”Toccale il culo!”.

Si fa buio all’improvviso, nero in sala, inizia il concerto dei TOTO.

”…i TOTOOOO!? Ma esistono ancora i TOTOOOO!?”. Quante volte mi sono sentito rivolgere questa domanda e a tutti qui rispondo, per chi li ha visti e per chi non c’era e per chi quel giorno li inseguiva una sua chimera (… Aramis di fianco a me). Navigando gli oceani del tempo ‘sti cinque stronzi hanno combattuto e scolpito nel suono due ore di inenarrabile bellezza, il mondo è diviso in due categorie, chi sa fare le cose e chi si fa! Loro le fanno entrambe. Passano davanti a noi alcune delle pagine più irripetibili della storia del rock, e nulla può l’acustica infame di un palazzotto nato a metà. Tra mille certezze un dubbio, perché io e Aramis dobbiamo sempre andare a vedere gruppi che al posto del nome hanno delle sigle: DAD, TOTO, SOD e perché no pure i POD…

Signori con questo vi saluto e dico solo a quelli che se lo sono perso, per ‘sta volta vi perdono, per chi c’era, spero di rivedervi al prossimo main event… e per Milady godiva di fianco ad Aramis, spero che la prossima volta si tolga le mutande così potranno parlare più seriamente.

Stima e rispetto Guallarmè.

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