La lira non c'è più. Adesso abbiamo una cosa che si chiama euro. Se sia un bene oppure un male, non spetta a me dirlo. Però due cose sono certe. UNO. Per evitare il più possibile di pigliarla in quel posto, è più che auspicabile continuare a ragionare in lire. DUE. Quando si compra qualcosa bisogna stare attenti. Voi direte (a proposito del DUE): lo siamo sempre stati. Io risponderò: be', adesso dovete esserlo di più, perché quello che eravate prima non importa e non è più sufficiente. Se tra gli scaffali intravedete un bene voluttuario che subdolamente sussurra «Comprami io sono in vendita e non mi credere irraggiungibile» con suadente e melliflua vocina, controllatevi. Evitate di buttarvi a pesce sul sopraccitato articolo. Girate. Entrate in altri negozi. Quello che avete visto potrebbe anche essere meno conveniente di quanto voleva farvi credere. Vi faccio un esempio. Esce (finalmente!) il primo cofanetto del Muppet Show. Tre DVD, sedici episodi. Più alcuni allettanti extra. È noto che, spesso, tra il desiderare e il comprare non scorre manco un rigagnolo. La decisione è presa. Quel programma (mai più replicato dalla Rai, che preferisce infliggerci la solita merda, e mi si perdoni con una certa indulgenza il francesismo) DEVE essere mio. L'impulso sarebbe quello di prenderlo appena lo trovo. Ma io mi controllo. A girare per negozi, s'imparano cose interessanti. Ovviamente, non farò nomi. E' più elegante raccontare il peccato, piuttosto che additarne il peccatore. E poi non si sa mai. Sono allergico alle eventuali grane giudiziarie. Allora: entro nel primo negozio. Il cofanetto c'è. Viene proposto a trentanove euri. Non è poco. Devo pensarci. Anche perché sono sicuro che a meno lo trovo. Infatti. Secondo negozio. C'è pure lì. Ma si scende a trentasei. Seimila vecchie lire di differenza. Sembra niente (se ragioniamo secondo l'attuale conio…). Ancora non sono soddisfatto. Terzo negozio. Trentatré. Come i trentini del celeberrimo scioglilingua. Afferro il prodotto e porgo il Bancomat alla cassiera. Ogni tanto, una spesa “folle” si può fare. Riassumo. Ho acquistato una multimedialità che tre esercizi commerciali diversi propongono a tre diversi prezzi. Mi verrebbe da chiedervi perché mai la stessa roba in un posto devo pagarla tot euri e in un altro ben sei euri (dodicimila lire) in meno. Però non lo faccio. E per due motivi. Intanto, voi non avete la risposta che in fondo non cerco. E poi, anche se l'avete, non cambia mica niente. Per cui, fate come se non vi avessi chiesto nulla. Anzi, comportatevi come se io non avessi detto niente. Quello che ho appena scritto, non esiste. E voi non l'avete letto. Proprio perché non esiste. E' meglio così. Credetemi.
Enrico Cantino
Enrico Cantino è nato a Parma nel 1965. Si è laureato in Materie Letterarie nel 1990 con una tesi sullo scrittore modenese Antonio Delfini. Suoi racconti sono comparsi su riviste letterarie, quotidiani e alcune antologie. Da diversi anni collabora con Tapirulan e con la rivista letteraria parmigiana “La Luna di Traverso”.
http://abatelunare.tumblr.com/
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4 Commenti
pigi Giugno 09, 2006 - 16:45
Frate, stai bene? Mi sa che da piccolo devi essere caduto più e più volte dal seggiolone!
fratearrigo Giugno 12, 2006 - 07:31
Può essere. Non avevo seggiolone, ma può essere sia caduto da qualche altra parte…
Giugno 13, 2006 - 17:15
ma pigi…tu invece da dove sei caduto?..anzi forse non sei mai caduto ed è per questo che combini ancora guai quando compri!!!!!…anonima donna
pigi Giugno 14, 2006 - 10:54
Cara Anonima, spero tu non sia quella smaliziata commessa che mi disse al momento del pagamento: ¨Questo articolo costa 180 euro invece di 290¨, quando poi me lo fece pagare proprio 290 Euro….peccato mi sia accorto di questo piccolo errore solo un mese dopo, all’arrivo dell’estratto conto della carta di credito.