“Il Pescatore” nel 2003 risulta vincitore del concorso “Futuri Prossimi – primo concorso per sceneggiature per cortometraggi” indetto dal Comune di Cremona in collaborazione col Politecnico di Milano.

SOGGETTO

Luca è un ragazzo che, perso l’uso delle gambe e costretto a vivere su una carrozzina, si rivolge alla tecnologia della realtà virtuale per poter continuare a coltivare la passione per la pesca.
Indossando un casco ed una maschera per la realtà virtuale, Luca “riacquista” l’uso delle gambe, vestendo nuovamente i panni del pescatore. Il ragazzo viene così “trasportato” sulla riva del fiume Po in un’assolata e solitaria mattina estiva, di nuovo pescatore, con lo sguardo in cerca della zona migliore per gettare la lenza.
E’ nel momento più bello, in cui rivive sensazioni credute ormai dimenticate come il tenere i piedi ben piantati nell’acqua e la canna stretta tra le mani, che la voce della madre cerca di riportare il ragazzo/pescatore alla quotidianità.
Il pescatore dapprima sembra non udirla, o forse cerca di ignorarla, ma la voce insiste richiamandolo.
Alla fine Luca sarà costretto a togliersi i panni virtuali di pescatore, richiamato alla realtà (quella di tutti i giorni) dalla madre. Dopo essersi spogliato dell’attrezzatura per la realtà virtuale, non un viaggio in barca verso uno spiaggione isolato, ma il solito trasferimento in macchina verso l’ospedale attende ora Luca.

SCENEGGIATURA

Scena 1 (nella stanza di Luca)

Si vede il volto di un ragazzo (Luca).
Luca si cala sugli occhi un visore ottico per la realtà virtuale.
(Schermo nero).

Scena 2(sulla riva del Po)

E’ l’alba.
Luca, vestito e attrezzato da pescatore, è in piedi e guarda da una sponda del fiume il panorama che lo circonda, godendosi ogni attimo di quelle prime ore del mattino, mentre cerca di individuare il punto giusto per pescare.
Si vede una barca a remi attraccata al piccolo molo.
Il frinire dei grilli è l’unico rumore di scena.

Scena 3(in mezzo al Po)

Luca rema lentamente diretto verso uno degli spiaggioni che ogni estate si formano con il ritirarsi del fiume, registrando con lo sguardo tutti quei momenti di immota tranquillità e placido silenzio che lo circondano.
Il rumore dei remi che affondano nell’acqua e l’allegro fischiettare di Luca sono gli unici suoni di scena.

Scena 4(sul Po, a pochi metri dallo spiaggione)

Luca si rimbocca i calzoni sin sotto il ginocchio, infila i vecchi stivali di gomma e, sceso nell’acqua fino ai polpacci, tira in secco la barca.

Scena 5(sullo spiaggione)

Montata la canna e controllate le esche, gli ami e la lenza, Luca entra nell’acqua, finchè non gli arriva ai polpacci.

Luca getta la lenza in acqua e comincia a pescare.

MAMMA fuoricampo (lontana): “Luca, vieni! E’ ora! Ti stiamo aspettando!”

Luca sembra non udire la voce e continua a pescare.
(pausa)

MAMMA fuoricampo (lontana, irritata): “Dai! Puoi continuare più tardi, no? Dobbiamo andare, l’appuntamento è per le due, ricordi? Papà è già andato a tirare fuori la macchina. Non farti ripetere ogni volta le stesse cose!”
(Pausa)

MAMMA fuoricampo (in avvicinamento, irritata): “Sbrigati!”

Si sente un rumore di passi (scarpe su parquet) in avvicinamento.
Luca rimane imperturbabile poi, improvvisamente, sbuffa scocciato chiudendo gli occhi.
(Schermo nero)

Scena 6(nella stanza di Luca)

Una mano di donna (la mamma) toglie il visore ottico per la realtà virtuale dagli occhi di Luca.
Si vede il volto dispiaciuto di Luca con gli occhi leggermente lucidi.

LUCA (triste): “Mamma, stava abboccando…. “.
(Pausa)

LUCA (triste): “Bastavano ancora cinque minuti, lo sai quanto ero bravo….”.

MAMMA (spazientita): “Ogni volta è la stessa storia Luca, lo sai benissimo che il dottore non ha solo noi da visitare. Continuerai più tardi”.

Si vede per la prima volta Luca con un casco per la realtà virtuale calato sulla testa.
Luca si toglie dalla testa il casco per la realtà virtuale, collegato ad un avveniristico computer che si trova alle sue spalle.
Si mostra per la prima volta Luca nella sua interezza, scoprendo la menomazione alle gambe che lo rende disabile, schiavo di una carrozzina.

Scena 7(nella stanza di Luca)

Si vede la mamma di spalle che spinge la carrozzina del figlio fuori dalla stanza.
Si vedono il casco e il visore ottico abbandonati per terra.
La mamma si chiude la porta alle spalle.
Sulla porta si vede appesa una foto-poster (un po’ ingiallita) di Luca che regge tra le mani, come fosse un trofeo, un enorme luccio.
Si sente in sottofondo il lento rumore dello scorrere del fiume.

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