Colori veri
certi giorni sei in macchina guidi e in un attimo perdi cognizione non sai che ora del giorno sia mattina-pomeriggio-ora di pranzo se hai fame non sai i tuoi occhi, nonostante il flusso di pensieri vaghi incessantemente senza forma o…
certi giorni sei in macchina guidi e in un attimo perdi cognizione non sai che ora del giorno sia mattina-pomeriggio-ora di pranzo se hai fame non sai i tuoi occhi, nonostante il flusso di pensieri vaghi incessantemente senza forma o…
Monologo esteriore in dieci tempi sulla madre Lettera letterale al lettore Pre-parola, dall’inglese foreword; traduzione, più che lettera-le, morfema-le; non perché mi piaccia essere pedante, ma per esser certa che tu mi segua. Si sono fuse le mie aeriformi riflessioni…
L’incidente è chiuso all’intrepido “compagno” Majakovskij che follia che follia t’ho scritto parole generate come carni di feto nelle mie viscere erano quello che erano non potevano essere diverse non dovevano avevano bisogno d’essere così concepite nell’incontro con te metà…
Non dovrei più cascare nel distacco dal vivere, poiché la sofferenza e i bisogni dei giorni danno scacco alla pochezza, al gelo che l’essenza del mio sentire comporta. Io pecco d’un egoismo meschino e banale, letale, eppure in questo viver…
Tra le parole e il mio corpo uno iato s’è incuneato; quasi esso non fosse la certa fonte che forma l’afflato significante, le avverte rimosse da sé, le insegue e vorrebbe agguantarne almeno un alito. L’uso le ha lise: svaporano,…
Mistero quel ch’è bene e quel ch’è male nell’allerta sanguigna di pensiero emozionale in lingua; nell’esperienza sofferta ed espressa nelle parole, elastici di senso, tra la morte e la vita corde tese, arsi cappi di dolore già corpo, forti refi,…
La lingua in bocca trema un passo un fischio un urlo un colpo sangue ovunque? sangue intorno? sangue il labbro rotto freme sangue il vostro? il mio rabbia grande rabbia forte rabbia vera un sogno il vostro? il mio vetri…
Ciò Che Resta (racconto poetico per la performance musicale omonima andata in scena il 9.10.2010 presso il centro sociale Next Emerson, Firenze) Interno notte: la stanza era vuota. Di loro non restava che il ritmo. Questo pensai. Il ritmo è…
Cosa Separa I Vivi Dai Morti (canzone poetica per lo spettacolo Poesie di Parole – di e con Jessica Bruni e Alice Keller, gruppo JeyKappa) Cosa separa i vivi dai morti mi chiedevo guardando giù dal davanzale. Cosa separa i…
Salgo. Sull’autobus. Sovraffollato. La mia mente vuota (è nell’erba che giace) c’è il viale alberato davanti ai miei occhi, il verde ancora e ancora, come un romanzo (E’ una sensazione precisa, mi capita da quando sono bambina) ancora, una rosa in…
Liquid sky I was what’s the weather like? she saw the point what’s the weather is? I asked, and she from grass to clouds invisible eyes, I try to find her mouth to touch her breath between her hand lied…
SBALZI Sbagliando Bivio Anche La Zebra Impara Cerco, nel buio (le stelle, le vedi?) lo alzo, nel buio (la vedi, la luna?) sul letto il lenzuolo che forse là sotto, più sotto quel margine, l’orlo del filo lo sbalzo del…
Non scorrevano che campi. Intorno il peso del vuoto. Non bastava essere lì per riempirlo. Un niente troppo grande per respirare. La pioggia scorreva il cuore batteva. Faceva male in quell’attimo sapere di essere vivi e non tenerla nel pugno…
Binari bruciati. La vita scorre sul ferro sul ferro si schianta il ferro resiste e (inchino) ringrazia. Posti dimenticati. Cammino nell’erba. (penso che sono felice) verde d’intorno (sono fuori dal mondo). Occhi pensanti di sogni scuri di là dal pianeta…
Ad aprire gli occhi faceva male. Appoggiai il cuore nella tasca sinistra della giacca e vi rilassai il respiro, la cerniera lampo tirata fino in cima, a chiuder gola e bocca, serrar la lingua. Restassero stridori interiori, i pensieri, non…
La fabbrica era deserta. Ci arrivai con l’uragano nel cuore, al ritmo cupo del cuoio nero dei miei stivali. La pelle nascosta in una giacca di pelle (umana) anch’essa e anch’essa nera. Con l’urlo in gola, uno squarcio nel cielo,…
X EXO E quando avrai appesa la bicicletta al chiodo e non si schiuderanno più distanze nel rintocco monotono dei giorni, e più nemmeno ci saranno partenze oppure arrivi; allora che ognuno correrà solo al traguardo che resta della vita,…
IX LA MAGLIA NERA Essere ultimi irrimediabilmente, dopo la moto del servizio gara Nessuno che soccorra se accade di forare; nessuno ad aspettare o che festoso accorra al tuo passaggio. Solo il vento tra i roveti che zufola i suoi…
VIII VOCI DAL DOPOCORSA Al vincitore la gran festa piace: champagne stappa, baci alla folla manda Degli altri, chi ritorna in albergo, chi vaga tra la gente, si svaga e un po’ il dolore storna E c’è anche chi rimane…
VII ARRIVO IN VOLATA Al lungo rettilineo d’arrivo si ammassa – nero – il plotone compatto Tutto uno sgomitare convulso, sui pedali alzarsi ed i rivali d’un soffio scavalcare Poi, qualcuno dal gruppo, l’ultimo sconosciuto ma dotato di fiuto, si…
VI LA CRONOMETRO Non avere compagni se potessi, perché solo una scusa è l’avversario Come una processione guardinga che si sgrana, in lista per la piana, appena una frazione di secondi divide l’un dall’altro ciclista. Però, seguire a vista cui…
V IL GREGARIO Lavoro ottuso quello del gregario, perennemente al fianco del campione: porgergli la borraccia, se la fuga intraprende; se invece poi si arrende, non fargli il voltafaccia In poesia pure esistono maestri e gregari maldestri che vantano entrature…
IV LA MAGLIA ROSA Fu quando m’illuminò in volto il sole e mi fugò la miss con i suoi baci di quella polverosa giornata la fatica; e con la sua mano amica mi rivestì di rosa E niente più tormenti…
III GRAN PREMIO DELLA MONTAGNA Ah! che il respiro è breve alla salita tortuosa che non sembra mai finire E, quando ingigantisce il vento sull’altura e sopra la radura lo striscione garrisce, al ciclista sfinito, stupito della mèta, il traguardo…